Il Fatto Quotidiano
REGIONI: IL MISTERO DEI POSTI LETTO

Caro Furio Colombo,

Aiuta noi lettori ( e possibili pazienti, a chiarire questo mistero. Un giorno i presidenti di Regione ( e non importa dove e quali ) annunciano tagli importanti ai posti letto, vera causa dell'eccessiva spesa Sanità. Un altro giorno apprendiamo dalla cronaca che il tale o tal altro ospedale non è in grado di accogliere i malati. Ci sarà una spiegazione.

Viviana

……

Chiedo scusa ai lettori non romani se userò, per rispondere alla fondatissima domanda, un caso romano. Il giorno 5 dicembre, su due diversi giornali della capitale si potevano leggere le due seguenti notizie. Primo giornale ( Il Corriere della Sera, Cronaca di Roma, pag. 6 ): " 900 posti letto dovranno essere eliminati a Roma per rientrare nei parametri previsti dalla spending review". Secondo giornale ( Il Fatto Quotidiano, pag. 9) : " Roma. Le corsie del pronto soccorso del San Camillo sono un dormitorio di barelle, i fili delle flebo scendono dalle pareti, dietro le porte. Il corridoio è occupato sui due lati dalle lettighe dei pazienti. Un uomo è in piedi con la flebo attaccata al braccio, non sa dove appoggiarsi. Non è un'emergenza, è la quotidianità. Il grido di dolore dei medici è lo stesso da più di due anni.”

Il testo è firmato ( Tiziano Rodano ) ed è sostenuto da foto e testimonianze.

Ma il primo testo è quello che conta, perchè, se lo leggete con attenzione, contiene risposta e spiegazione del dramma di tutta la Sanità italiana. Il dramma si svolge in tre atti. Nel primo avvengono le nomine dei direttori generali delle aziende sanitarie. Nel secondo atto assistiamo all'allarme per il crescere della spesa medica. Il terzo atto è quello descritto dal collega del Fatto, nell'impressionante articolo da cui ho citato un brano: i malati restano anche una settimana in barella e, nonostante l'impegno di medici e infermieri, possono morire in piedi. Notate, per favore, la data dei due articoli. Vuol dire: altri 900 letti verranno eliminati a Roma, oltre a quelli che mancano negli ospedali romani già disastrati. Ora dobbiamo chiedere al presidente della Regione Lazio Zingaretti di non farsi continuatore e complice dei due pessimi predecessori, di destra e di sinistra ( Marrazzo, Polverini ) che hanno infierito sulla sanità della ragione.

Il delitto più grande è stata la chiusura improvvisa, e inspiegata di un intero grande ospedale con tecnologia recentissima, nel centro storico di Roma, il San Giacomo. E' evidente che eliminare all'improvviso un intero ospedale della città, con la perdita di centinaia di letti, decine di specializzazioni e disperdendo professionalità radicate e consolidate, non può che portare danno a tutto il sistema sanitario di Roma. Ora c' un immenso edificio vuoto ,buio, sbarrato, abitato da topi e piccioni. Ma l'dea geniale e salvifica, mentre al San Camillo i malati sostano per giorni in barella, sembra essere: eliminiamo altri 900 letti, per stare nei parametri. Chiedo a Zingaretti che,a differenza dei suoi predecessori non ha recato danno finora, e può portare benefici necessari : perché, prima di tagliare 900 letti, non diamo una occhiata al San Camillo? Perché non dedichiamo subito una rigorosa inchiesta al palazzo vuoto e sbarrato che, a partire dall'anno 1486 e fino al 2006,era l'ospedale San Giacomo nel centro di Roma?

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO – 07- dicembre - 2013 pag. 23

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Furio Colombo - Il Fatto Quotidiano

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