Il Fatto Quotidiano
FOIBE, DOPO IL GIORNO DEL RICORDO

Caro Colombo,

Leggo sul " Corriere della Sera" (8 febbraio ) che "il Giorno del Ricordo" rischia di essere oscurato dalla Memoria della Shoah che si celebra appena due settimane prima". Mi sembra una affermazione azzardata.

Magda

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L'articolo è di Dario Fertilio, appare subito prima del Giorno del Ricordo ( cito: " la solennità nata per commemorare i massacri comunisti nelle foibe " ) e, forse per il desiderio dell'autore di accostarsi il più possibile alle vittime della spaventosa serie di eventi e alle loro famiglie di oggi ,traspare l'ultimo dei pensieri che dovrebbero nascere da riflessioni dolorose come queste: una sorta di “ competition", impossibile e assurda. So benissimo che non sto discutendo le intenzioni dell'autore e i sentimenti dei tanti che non possono e non  vogliono dimenticare le foibe. Però la frase di Fertilio sul " Giorno della Memoria" che oscura " il Giorno del Ricordo" c'è per forza qualcosa da dire. La legge 211 che istituisce il" Giorno della Memoria" porta la data del 20 luglio 2000. Vuol dire che dalla presentazione della mia prima proposta di legge ( 1996 ) in cui indicavo come " Giorno  italiano della Memoria" il 16 ottobre 1943 ( razzia nel Ghetto di Roma )  alla sua approvazione ( con la nuova data del 27 gennaio, data della liberazione di Auschwitz ) sono passati quattro anni.. E'  importante parlarne. Perchè in  quei quattro  anni ho dovuto spiegare ai miei colleghi, non solo di destra, l ragione che  mi induceva a dedicare  la legge alla Shoah e non ai Gulag e alle Foibe. Non ne facevo un confronto di spaventosi delitti ( benchè l'unicità del progetto di sterminio del popolo ebraico sia ormai noto e accettato dalla cultura del mondo, con la sola eccezione dei negazionisti ) . Ne facevo una questione di responsabilità che rendeva urgente una legge in  questa Repubblica: la Shoah è un delitto italiano. Molti, ricordando questa affermazione nel testo preliminare alla legge, aggiungono tra parentesi "anche". Come per ricordare che lo sterminio  è stato comunque  un orrore prevalentemente tedesco. Non è vero. L'Italia fascista non solo ha fatto interamente ( e non parzialmente o sussidiariamente )  la sua parte, ma ha scritto e votato all'unanimità un pacchetto di leggi ( denominate follemente " in difesa della razza")  che erano leggi  perfette, nel senso che nessuna via di scampo veniva lasciata ai " cittadini italiani di razza ebrea" e a tutti gli ebrei presenti in Italia. Ho detto che la legge sul "Giorno della Memoria" è stata istituita nel luglio  2000, e che il giorno prescelto, già celebrato in Europa, era la liberazione di Auschwitz.   Devo far notare a Fertilio che "Il Giorno del Ricordo " è diventata legge  nel 2004,  e la data liberamente  prescelta è stata il 10 febbraio. Dunque non accade , come lui  scrive, che  "il Giorno della Memoria" ( Shoah ) “si celebra appena due settimane prima". Accade che " il Giorno del Ricordo" sia stato fissato dai suoi proponenti   due settimane dopo.. Tutto ciò non toglie nulla al senso delle due chiamate a riflettere su  incancellabili  infamie (una delle quali, però, italiana, fascista, con il proposito unico di annullare un intero popolo composto da propri cittadini, ad l'opera del loro governo ). Ma  è bene dire nel modo giusto come sono andate le cose. E ripetere che niente oscura niente nella memoria comunque incancellabile  del dolore.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO – 12- febbraio - 2014 pag. 23

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