Il Fatto Quotidiano
IL GOVERNO LIBICO E' ANCORA LATITANTE

Caro Furio Colombo, perché continuiamo a far finta che ci sia un governo libica unitario?

Adalberto

La Libia, come la Somalia, è un Paese senza governo. La tragica realtà Somala è stata accettata, ovvero la Somalia che si dilania fra bande armate, è stata abbandonata a se stessa. In Libia invece l'insistenza è necessaria perché il progetto è di fare guerra ( il ministro Pinotti ripete ogni giorno " a guida italiana" ) con tutti i carismi della diplomazia internazionale: c'è un governo, ci dicono, che però si tiene lontano dalla Libia perché non c'è un popolo. Ci sono invece bande armate,  ogni provincia  è isolata dall'altra, e  le bande dell'Isis sembrano avere il dominio di una discreta area sul mare.  Il progetto sarebbe astuto: si tratta non di far guerra alla Libia ma di far guerra in Libia, con la Libia, in modo da consentire al presunto nuovo  governo di governare. Tutto bene tranne il fatto che " il nuovo governo libico unitario" si aggira, con tutte le precauzioni del caso, un po' in Tunisia e un po' in Marocco, ma tenendosi  a debita distanza  dal proprio territorio.  La finzione è comprensibile. L' arrivo in Libia di una armata estranea ( Nato o Europea ) sarebbe guerra di stranieri  contro cui ciascun gruppo combattente in Libia potrebbe mobilitare i sentimenti nazionali di tutti, con il rischio di creare una unità contro  lo straniero e non una unità per un nuovo governo nazionale.  Il reclamo di guida italiana, tanto ripetuto dalla signora Pinotti, rischia di complicare il caso interventista. Infatti l'Italia ha un passato coloniale non proprio memorabile nel confronti di un Paese dove, fino al munifico Berlusconi, gli italiani sono sempre stati considerati colonialisti occupanti, non esenti da crudeltà, una storia nazionale  che, in quel Paese, è   sempre stata materia di educazione scolastica di base. Anche il rifiuto di un finto governo unitario, messo in piedi da stranieri sotto una debole  protezione  dell'ONU  fa parte di un nazionalismo anti- europeo che, al momento, sembra essere l'unico legame fra parti che si combattono. Insistere sulla finzione ( un errore grave che al momento sembra inevitabile ) non farà che moltiplicare vera guerra. Ma, a  meno che il livello del combattere sia alzato e aggravato  dai " bianchi", resterà una lunga e irrisolvibile guerra a bassa intensità ( definizione di Lucia Annunziata ) e lunga durata, ottimo brodo di coltura per il fondamentalismo islamico, che non è prodotto libico ma di recente importazione Isis, e dunque ha il forte richiamo del "nuovo". Ci sono molte ragioni di temere che l'errore grave sia inevitabile e imminente.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –11– febbraio -2016 pag. 10

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