Il Fatto Quotidiano
UN LEGHISTA "TOP" ACCUSATO DI FURTO CON DESTREZZA

Caro Furio  Colombo,

La  incriminazione e l'arresto del mega leghista Rizzi, l'uomo più vicino a Maroni, rende la storia insieme semplice ( sono coinvolti tutti ) e complicata: come può il progettista della riforma lombarda sulla salute, rubare sulla sua riforma? Non c'è uno sdoppiamento di personalità in questa storia?

Mario

Di certo fa impressione, a Milano, ritrovarsi  esattamente nello stesso punto in cui avevamo lasciato  Mario Chiesa ( " il mariolo" ) alcuni decenni  anni fa. Non lasciamoci distrarre dalla dimensione delle cifre, che qui sono enormi. La storia è identica: bisogna impossessarsi di una parte del danaro pubblico, e lo si fa come si andrebbe  in guerra  per la patria a rischio della vita, come si curerebbe un malato a rischio di contagio. C’è come un fermo impegno, forse sentito come un dovere,  che vincola alcuni di una classe  politica, che non sono  tutti, ma crea un bel problema per tutti. L'impegno è: Come attraversare un mandato senza sospetti, con grandi guadagni,  e comunque senza un forte abbassamento della  reputazione di tutti i politici? Prendiamo come chiave per una interpretazione dei fatti la frase di Maroni ( l'amico più stretto  dell'arrestato, e presidente della Regione Lombardia, dunque capo dell'imputato ), quando dice : “Mi ha deluso e sono incazzato”.  Balza agli occhi sia la sincerità ( a meno di grande recita ) dell'amico-capo  all'amico- braccio destro,  sia la sorpresa. Non voglio dire che immagino una delusione quanto alla destrezza e a una esposizione evidentemente troppo scoperta del gioco.  Sto parlando di un presentimento temuto che si avvera. Presentimento non  sulla persona (Rizzi ) ma su tutti. Prima o poi - e lo sa bene il politico esperto – uno o l’altro  ci casca,  e ci casca in grande. Segno che molti attraversano il campo minato della corruzione e ne escono indenni e riescono a vivere a lungo felici e contenti. Solo qualcuno, di tanto in tanto, fa clamorosa notizia. Sia chiaro che non sto parlando di Lega in particolare ma di mandato politico ( specialmente  se diventa ruolo amministrativo ) in generale. Insomma il caso Rizzi, persona di grande successo politico e istituzionale,   dunque, (si deve immaginare, dato il suo ruolo innovativo e riformatore nel campo della sanità) anche manageriale, non garantisce nulla quanto alla corruzione. Se vogliamo unirci, per un momento , alle parole di Maroni, diremo che la delusione non riguarda Rizzi, corrotto come tanti, (dicono i giudici). Riguarda un Paese e un mondo politico che hanno una tolleranza incredibile e la memoria corta. E l'incazzatura riguarda una intera classe politica che non fa nulla o pochissimo per difendersi. E si lascia screditare ( senza ribattere ) dal presidente della Repubblica  ( chissà perché? lui è stato in Parlamento,  da  persona per bene ) che dice agli studenti della Columbia University:  i  corrotti nella politica italiana sono pochi. Eppure tutti sanno ( purtroppo tutti nel mondo, e certo quegli studenti ) che uno solo, con le imputazioni e i favolosi risultati  di Rizzi, basterebbe a liquidare la rispettabilità e la credibilità politica di tutto un Paese nel mondo. E comunque sono più di ottanta.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –19– febbraio -2016 pag. 16

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