Il Fatto Quotidiano
CHI HA ABBATTUTO IL BREVE VOLO DELLA LEGGE CIRINNA'

Caro Furio Colombo,

Gira e rigira finisce sempre nello stesso modo: se i vescovi non vogliono una una cosa, quella cosa  in Italia non si fa. La fine della Cirinnà si potrebbe intitolare "Grande collaborazione fra laici e credenti". In tanti  si sono prestati in un gioco tutto truccato.

Maria Laura

Al momento chi avesse onestà e volontà di salvare la legge Cirinnà, forse può ancora farlo. Dato il brutto momento di Renzi, recuperare questa legge quasi perduta ravviverebbe la sbiadita capacità di rimbalzo che il leader sembra avere da qualche tempo. Ma vediamo alcuni punti della brutta vicenda. 1- La legge. Il più delle volte il polverone intorno a confuse e caotiche discussioni parlamentari,  si deve a un disegno di legge- pasticcio. Confusione, incoerenza, emendamenti nascosti  favoriscono il caos. Non in questo caso. La legge è scritta bene, dice molto ( anche se non tutto ) e basta non amputarla e non deformarla. Nella cultura giuridica italiana, ancora   scarsa di diritti civili, la legge Cirinnà è stata una  coraggiosa manovra a spinta  per liberare, almeno in parte,   il percorso di alcuni diritti  fondamentali,  da  superstizioni, finzioni e obiezioni religiose che nei testi religiosi non esistono. Dunque è chiaro fin dall'inizio che  gli interventi contrari, anche quelli apparentemente minimalisti, puntavano alla repulsione totale.  2 - L'intervento della Chiesa è stato sorprendente persino in Italia. Non era mai accaduto che un vescovo dettasse le modalità del voto in aula. Chiaro che non si tratta di fede. La fede non si vota. Si tratta di governo, il governo di un altro Stato. Va riconosciuto infatti a Renzi di non avere finto improvvisa illuminazione  dalla fede, e di avere mantenuto fermo, per ora,  il sostegno del suo governo alla legge Cirinnà, adozioni incluse. Se parliamo di Pd, però, resta incomprensibile la questione della"libertà di coscienza". Ovvio che un credente non voterà contro la sua fede. Ovvio anche che non pretenderà, con trucchi di tutti i tipi, che anche gli altri siano credenti. Il contrasto tra fede e legge riguarda ciascuna  persona, non un partito. Riguarda  la fede, non la legge. Certo, potrebbero mancare i voti, ma questo è il rischio di ogni votazione. 3 - Dunque si sono fatte alleanze tra laici. Anche se inedite, sembravano riuscite.  Ora, dopo il tentativo Pd di far votare " il canguro" ( abolizione dei 5000 emendamenti  della Lega) da un lato, e il rifiuto dei Cinque Stelle di votare con il Pd, causa rispetto della Costituzione, dall'altro, si  discuterà a lungo sulla colpa del crollo. Resta il fatto che il crollo c'è stato, e sotto le macerie, a meno di un miracoloso salvataggio, c'è una legge tra le più importanti per i diritti civili in Italia, una legge che qualifica e che, se non c'è, squalifica un Paese, e lo porta al livello della Sharìa. Bagnasco sarà soddisfatto. Quanto si tratta di imporre decreti, nella colonia vaticana italiana, lui e Ruini non sbagliano un colpo. E c'è sempre chi, con le ragioni più rigorose , si presta a fare la parte  della Provvidenza.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –20– febbraio -2016 pag. 10

--------------------------------------------

Furio Colombo - Il Fatto Quotidiano

00193 Roma, via Valadier n. 42

lettere@ilfattoquotidiano.it

 

 
Cookie Policy