Il Fatto Quotidiano
L'INGHILTERRA E' TRAVOLTA DA UNA CIECA CRISI D'ORGOGLIO

Caro Furio Colombo,

Il Regno unito, come continua a farsi chiamare pur avendo vinto per miracolo il referendum di secessione scozzese, pare in preda a una crisi di autostima. Poiché un inglese è come nessun altro, basta Europa, basta migranti, non vogliono condividere più  niente con nessuno.

Flavia

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Ci sono due storie su ciò che sta accadendo nell'Inghilterra concitata, agitata e confusa di questi giorni. Nella prima storia  David  Cameron,capo del governo e del partito conservatore,  da buon conservatore e in vista delle elezioni nel suo Paese, vuole dare meno e avere di più, senza partecipare ad  alcun disegno, progetto, difesa o speranza che abbia a che fare con l'Europa. Con una sorta  di scenata fra soci male assortiti, Cameron ha discusso con furore quella che secondo lui è una clamorosa ingiustizia: gli inglesi danno troppo e ricevono troppo poco. I conti sono stati fatti in tutti i modi, e salvo il costo dei bombardamenti in Siria, ( concordati forse con gli Stati Uniti ma non con l'Unione Europea ) non risulta alcuno squilibrio salvo quello, gravissimo, di non voler accettare  migranti già presenti nel resto d'Europa, di non volerli  accettare per alcuna ragione, meno che mai una ragione umanitaria. Niente da dire sulla coerenza del pensiero conservatore basato sul prendere sempre e non dare mai. Ma questa  " coerenza" genera la seconda storia che è curiosa perchè rovescia il comportamento di un altro conservatore.Winston Churchill, 7o anni fa,  ha guidato una resistenza accanita, sanguinosa  e vittoriosa per impedire  che l'Inghilterra fosse invasa dalla  tragica Europa fascista, ma allo scopo di sostenere e salvare la resistenza  e la salvezza dell'Europa antifascista. Tra queste due interpretazioni  della vicenda si coglie subito la piccola statura di Cameron: ha  discusso con accanimento e minacce una soluzione ( ottenuta)  tutta  e solo a favore del suo Paese, escludendo ogni impegno di collaborazione e di solidarietà, per poi essere accolto come uno sconfitto dal suo  Paese autoesaltato e un po' confuso, un Paese che sembra, dai suoi intellettuali ai suoi cittadini aver perduto il senso della Storia. Forse solo la Casa regnante sembra vedere il problema di una eventuale solitudine inglese, una solitudine anti- europea e sprezzante di tutti in questo momento della storia. Ma, direbbe il linguaggio comune, i conservatori non sono più quelli di una volta, E l'isolazionismo anti - immigrati è un isolazionismo che ha poco a che fare con la storia di un Paese ( che ha il più alto numero di cittadini  inglesi immigrati nel mondo contemporaneo ) e molto con i peggiori istinti  diffusi dal populismo  del più basso livello europeo. Ecco, Cameron si è messo in basso, ma la spinta populista vuole il Paese Inghilterra ancora più in basso, e non sarà Cameron a poterlo impedire. Della sinistra inglese, come di tutte le sinistre, non sappiamo nulla, nonostante  alcuni coloriti personaggi che, perà, finora, non. hanno lasciato il segno.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –24– febbraio -2016 pag. 10

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