Il Fatto Quotidiano
MA ERA DAVVERO SBAGLIATO INTERCETTARE BERLUSCONI?

Caro Furio Colombo,

Vedo che tutti si indignano o almeno si meravigliano per le intercettazioni americane  di Berlusconi. A me sembra evidente che tutti intercettano tutti in un mondo informatico. E non mi sembra irragionevole  che gli americani abbiano voluto tenere d'occhio più di altri un personaggio non proprio trasparente come Berlusconi.

Franco

Difficile ( impossibile per i non addetti  ai lavori ) sapere quali siano veramente i rapporti di fiducia fra capi di Stato e di governo che si dichiarano alleati. Difficile immaginare, da quello che apprendiamo in seguito da politologi  e storici, che tutto sia sempre come sembra. Il caso Berlusconi ha certo attratto l'attenzione di chi doveva occuparsi di lui a nome dei Paesi con cui aveva rapporti. Fra Stati Uniti e Italia vi sono sempre state relazioni privilegiate. Però mettetevi nei panni di un sistema di monitoraggio difensivo e preventivo  come gli Usa, se il Paese da monitorare è l'Italia ( e mi riferisco al dopo "guerra fredda"). Indico alcune buone ragioni di speciale attenzione: la mafia e tutta la ragnatela di forti organizzazioni illegali che hanno come teatro di attività il mondo, a partire dalla provincia italiana; rapporti ( spesso coperti e ambigui, con tutto il mondo arabo, i suoi governi ma anche il suo terrorismo; forte tendenza all'evasione  fiscale e dunque masse di capitali continuamente in trasferta sia sul  versante legale che su quello illegale dei mittenti e delle destinazioni; burocrazia potente  e impenetrabile ai normali controlli della vita democratica; sede dello Stato Vaticano, con istituzioni finanziarie potenti, misteriose e collegate al non trasparente sistema bancario italiano; attività politica per metà sommersa e in grado di non rendere conto dei propri  processi decisionali sia economici  che politici; una politica estera apparentemente allineata a quella dei suoi alleati ma con sacche laterali e opache di decisioni sorprendenti e non note  ( i fondi per la cooperazione internazionale ) specialmente con le sue ex colonie, Eritrea, Somalia, Libia. Di questa Italia, a un certo punto, diventa amministratore unico  Silvio Berlusconi che unisce a questa vasta rete di realtà semi-sommerse o non note che è comunque il Paese Italia,  il controllo di una vasta parte dell'informazione e anzi della formazione delle notizie , e un notevole patrimonio personale che lo rende incline a una vita di rapporti internazionali d'affari  parallela alla rete istituzionale  di relazioni politiche. Ora mettetevi  nei panni americani. Quando Berlusconi improvvisamente si reca da Putin e vi resta, di volta in volta, settimane  -apparentemente  fra dacie e ragazze - se siete un servizio di monitoraggio internazionale, potete resistere al desiderio ( che forse è necessità e dovere ) di saperne di più? E quando si reca da Gheddafi per un soggiorno in tenda di cui non viene data alcuna notizia nè sul  versante della politica estera nè su quella della politica economica? E quando Gheddafi viene a Roma e riceve l'omaggio dell'intero mondo imprenditoriale, della intera classe dirigente italiana e intanto  parla a trecento ragazze  a cui dona un Corano chi, anche in un modesto film d'avventure, non  vorrebbe saperne di più? C'è stato anche un mese di completa assenza politica di Berlusconi dal suo ufficio inteso come luogo ( Palazzo Chigi o Palazzo Grazioli ) e come attività di primo ministro. Un servizio di intercettazione internazionale non può resistere, deve  tentare di vedere in questi strani spazi vuoti di cui gli italiani, politici e non politici, non  vogliono sapere nulla. Si tenga conto che, nel frattempo, decine di magistrati diversi, in momenti diversi e per ragioni diverse, hanno dovuto indagare  vita e avventure di Berlusconi su tre fronti: le donne, le vicende finanziarie, la mafia . Si tratta di accuse a orologeria per recare danno politico, s'intende. Ma per i servizi segreti del mondo, e certo per quelli americani, sono tre  degli argomenti più attraenti  e spettacolari. La vera domanda è: sarebbe stato possibile, per un importante Paese del mondo come l'America, non intercettare Silvio Berlusconi?

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –27– febbraio -2016 pag. 10

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