Il Fatto Quotidiano
LIBIA, CRONACA ACCURATA DI POSSIBILI EVENTI

Caro Furio Colombo,

Non riesco a capire. I discorsi americani ed europei su quel che si può e si deve fare in Libia non coincidono mai con quelli italiani ( fonte Pinotti ). Chi è in dissenso con chi?

Alfredo

..…

La domanda  è legittima. Brulica fervore guerresco non tanto fra i militari quanto fra alcuni politici italiani ( Pinotti, ma non Renzi ) ma non sembra venire esaminato e accolto dalla comunità degli alleati ( Europa, Nato, Stati Uniti ). Però una buona mappa per capire che cosa bolle in pentola, ovvero nelle menti strategiche della nostra Difesa ( ripeto: parte politica, non militare ) può essere un accurato articolo di Francesco Grignetti, ( La Stampa, 26 febbraio ). Il titolo è efficace e porta molte risposte al dramma  dei rifugiati e allo splendido film- denuncia di Gianfranco Rosi,  "Fuocoammare", Orso d'Oro a Berlino : " Così l'Italia sigilla i mari per evitare l'avanzata dell'Isis”.  Nell'articolo si narra di due diverse flotte armate, una italiana, una europea, che bloccano ogni passaggio  proprio nel momento in cui le pagine dello stesso giornale e di ogni altra fonte di notizie, ci parlano di decine di migliaia di uomini donne e bambini bloccati davanti a frontiere chiuse da politici pazzi che stanno spingendo a una tragedia spaventosa e imminente. Ma torniamo al mare sigillato dall'Italia. Scrupolosamente  il cronista cerca ed elenca le ragioni. "Ogni possibile minaccia è stata valutata  dalla nostra intelligence ; e dagli stati maggiori: l'assalto suicida a una nave militare sulla falsariga di quello che fecero i quaedisti nel golfo di Aden contro il cacciatorpediniere statunitense "USA Cole"; il fatto che i terroristi possano attaccare una piattaforma petrolifera off-shore dell'Eni; che la costa libica si trasformi in una nuova Somalia con i pirati che sequestrano le navi cargo. Infine anche il pericolo di assalto a navi crociera. Nel mazzo delle ipotesi c'è anche quello dello sbarco di uomini armati sul suolo italiano. Identificati i rischi, ecco le contromisure. Un sistema complesso  per sigillare la frontiera liquida.  ‘A questo punto non passa neanche un barchino' è la rassicurazione che i militari hanno fornito". Segue un inventario della flotta di mare e di cielo che, ci viene ricordato, è in funzione dal 2015. Ricordate quando l'operazione "Mare Nostrum " ( militare  anch'essa ) che ha salvato decine di migliaia di persone, compresi migliaia di bambini, è stata sospesa perchè Salvini l'aveva ritenuta " troppo costosa"?  Potete rendervi conto a occhio di quanto costa, in danaro  e vite perdute, questo sigillo del mare in cui " non passa neppure un barchino”? Potreste descrivere una politica, concettuale e fisica, più strana e illogica, in uno spazio in cui corridoio umanitario, salvataggio e difesa non solo non sono in contrasto ma si integrano? Potete spiegare perché tutto questo schieramento di intelligence  e di flotta non ha salvato la vita di due tecnici italiani di cui abbiamo neppure i corpi?

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –08–marzo -2016 pag. 10

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Furio Colombo - Il Fatto Quotidiano

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