Il Fatto Quotidiano
SIAMO IN GUERRA, RIPETONO. MA DI CHI, CONTRO CHI, PERCHE'

Caro Furio Colombo,

Non  riesco  a spiegarmi in che tempo  sto vivendo. Ci sono sempre state rivoluzioni, colpi  di Stato, aggressioni impreviste, violenze locali. E sempre c'erano quelle che un tempo si chiamavano " grandi potenze", a porre freni giusti o ingiusti, usando organizzazioni internazionali. Ora siamo tutti in guerra, ma le alleanze sono evanescenti, le ragioni oscure, e l'impressione è un confuso  " tutti contro tutti",  che non è mai accaduto prima. Come se ne esce?

Elena

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Apparentemente c'è una serie di ragioni. Ma anche unendole tutte non viene fuori niente di logico e sensato. La lista potrebbe comprendere la rivolta , diventata subito  guerra civile  in Siria, il crollo di ciò che restava del Paese Iraq dopo la guerra americana  contro Saddam Hussein, la determinazione dei turchi di eliminare i kurdi, la dichiarazione di creazione di un califfato che avrebbe organizzato l'intero mondo islamico, l' attacco militare della Arabia Saudita allo Yemen, la frantumazione della Libia. L'unico tratto comune che si può dare a questa serie di eventi ( a cui però bisogna accostare la serie di violenze militari o insurrezionali in Africa ) è che quasi ognuno deriva da un gesto sbagliato e poi ( con una finzione impossibile ) cancellato di una delle ex grandi potenze, o di entrambe.  Perché " ex "? Perché la potenza è intatta ma non c'è più l'egemonia. Russia e Stati Uniti possono scendere in campo, tutti ne prendono nota e niente  cambia, tranne la potenza delle armi. Alcune città siriane, per esempio (Kobane, Homs, periferie di Damasco ) e alcune città irachene hanno subito, in sequenza, bombardamenti di russi, americani, inglesi, francesi, sauditi, insieme o contro o per ragioni e con obiettivi attigui ma diversi. Tutto ciò ha provocato un esodo immenso a cui gli stessi paesi, o i supporters della stessa avventura, hanno chiuso tutte le frontiere. Esiste una patologia psichica della storia? Un solo personaggio- nella vita politica del mondo – Marco Pannella- si è occupato per decenni di tre punti fondamentali : la nonviolenza, che non è l’astensione benevola del pacifismo ma un continua impegno a risolvere, senza la guerra; i diritti umani e civili, perché; se tutti sono protagonisti, non diventano carne da macello. E il diritto alla conoscenza che vuol dire –prima si sventolate la bandiera, mi dici tutto. Se ogni cittadino  sa l’accaduto, partecipa al dopo. Fine della propaganda a inizio dell’informazione. E' un percorso. importante quello di Pannella  perché punta alla domanda che è sempre rimasta inevasa: si  può avere un mondo senza nemici?  E' un momento-chiave  perché viviamo in una strana congiuntura in cui ognuno sta colpendo qualcuno che non è il nemico, spesso "nell' interesse" di chi è colpito, o per salvaguardarlo o per liberarlo. Forse sarà il momento del risveglio, quando saremo  costretti a renderci conto  che, in guerra,  siamo tutti Al Baghdadi. Ognuno, senza saperlo e confidando nella sua civiltà superiore,  alza bandiera nera. Dunque è chiaro che la salvezza sta nel contrario: fermare le guerre, aprire a chi cerca salvezza, (tutti, perché altrimenti si diventa succursali del califfato). E sapere ( credere ) che solo in questi casi di estremo coraggio la storia può fare, laicamente, miracoli.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –15–marzo -2016 pag. 10

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Furio Colombo - Il Fatto Quotidiano

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