Il Fatto Quotidiano
STATI UNITI. LA VENDETTA DELL'UOMO BIANCO

Caro Furio Colombo,

Seguo le " primarie" americane e le trovo sempre più violente e volgari. Ma soprattutto voltate indietro, in cerca di un ritorno, di una restaurazione. Eppure questa è un'America prospera e senza guerre, e non riesco a spiegarmi tanta voglia distruttiva.

Clara

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Purtroppo la spiegazione è semplice. La troviamo, per esempio, nel paragrafo che cito ( New York Times, 14 marzo ): "Il presidente Obama, da ragazzo, era in un giro di prostituzione a New York insieme al suo compagno. Altrimenti come avrebbe potuto pagarsi la droga? Adesso, per salvarsi, il nostro Paese deve mettere al bando l'Islam”.  Il riferimento è anche alla ricorrente accusa della destra estrema  ( la più impegnata, con Donald  Trump, nelle primarie repubblicane ) a Barack Obama di essere un falso cristiano e un vero islamico e di non essere cittadino americano dunque un presidente illegale.  Ma la serie di attacchi al presidente e agli otto anni di governo Obama ( una sorta  di utile antologia  del New York Times, costruita per farci capire in che America si stanno vivendo queste elezioni ) colpisce tutti i punti qualificanti di una amministrazione che ha letteralmente  salvato gli Usa da una gravissima crisi, imputandogli una politica in  favore dei gay, dei non cristiani, degli immigrati ( il famoso muro tra Usa e Messico da costruire a spese del Messico  di cui parla, con grande successo Donald Trump) e sull'insegnamento nella scuola, dove occorre sradicare l'evoluzionismo e sostituirlo con  il creazionismo ( niente Scienza e tutta Bibbia, in una interpretazione pietrificata ). Vi sono citazione da Facebook in cui Obama è definito "l'arabo degli arabi", e si lancia questo slogan:  “Obama odia i bianchi e siccome i bianchi sono ricchi, odia i ricchi”.  Senza dubbio una clamorosa trovata per indurre i bianchi poveri e razzisti a votare contro se stessi e in favore dei conservatori e dei loro interessi agiati "perché sono bianchi". In ogni convegno accademico   o giornalistico  vi dicono che si tratta di risentimenti che non sono così forti e diffusi da lasciare una traccia pesante sulle " primarie " e poi sulle elezioni. Resta il fatto che questo materiale torna spesso ad essere citato in Stati diversi, in elezioni locali diverse, ha un leader nazionale  molto forte come Trump e  forse è utile ricordare l'ammonizione di Paul Krugman: "gli altri contendenti  repubblicani non sono più moderati di Trump, sono solo più educati". Resta il fatto che la parte peggiore del Paese sembra avere già iniziato le celebrazioni per la liberazione da un presidente nero. Obama infatti resta, molto più di Clinton e di Sanders, il protagonista della campagna elettorale. C'è, in America, alla fine di una delle migliori presidenze mai avute, una voglia di vendetta contro il leader nero che ha governato con successo ( disoccupazione zero ) l'America.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –16–marzo -2016 pag. 12

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Furio Colombo - Il Fatto Quotidiano

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