Il Fatto Quotidiano
CERCANSI URGENTEMENTE NOTIZIE VERE SULLA LIBIA

Caro Furio Colombo,

Ogni giorno c'è un governo libico di unità nazionale, e il giorno dopo non c'è più. Ogni giorno l'Italia entra in campo, e il giorno dopo non se ne parla. Dell'uccisione e liberazione degli italiani nessuna traccia. Qualcuno mi dice qualcosa?

Marcello

Per rispondere cito da "La Stampa" ( 14 febbraio ): " Il governo di unità  nazionale libico, guidato da Fayez al-Sarraj, è entrato in carica. Con o senza la fiducia del parlamento di Tobruk. Forte  dell'appoggio della comunità internazionale, Al-Sarraj ha rotto lo stallo che si prolungava da due mesi. Ora chi si oppone rischia sanzioni internazionali". Lo scrive l'inviato da Beirut ( Stabile ) che certo ha buone fonti, su un giornale molto attento in politica estera. Segue, il 17 marzo, sullo stesso giornale e con firma altrettanto apprezzata ( Grignetti) il seguente paragrafo che traggo dall'articolo "Libia, pronti militari e servizi: "Intanto  si intravedono le prime crepe in questo disegno. Il governo ha raddoppiato le cautele verso un intervento militare su suolo libico. Ora non ci basta più una richiesta formale del " governo" di unità nazionale, troppo esile per garantire  alcunché, ma vogliamo anche il benestare del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Con il che, in tutta evidenza, la road map dell'intervento si complica e si allunga." Per una volta il problema  della  confusione, imprecisione e sospensione che copre ogni iniziativa  di politica estera italiana non dipende dal giornalismo. Dipende dal governo.  E non è chiaro se dobbiamo fargliene una colpa o apprezzare la prudenza, nonostante alcune brusche spinte  in avanti che vengono subito  trattenute e qualche volta persino smentite. Sembra sempre più evidente la presenza di una doppia fonte americana e di uno sdoppiamento nei pensieri e progetti del governo italiano. Senza dubbio il Pentagono insiste. Il Pentagono è una buona fonte in due sensi: nel suggerire comportamenti che sono in linea con i suggerimenti. E nella autorevole presentazione  di notizie che formano un ambiente naturale di accettazione e approvazione per quando l'intervento ci sarà. Ma anche la Casa Bianca è una buona fonte. Obama, parlando della Libia, è arrivato a definire "un errore" l'intervento aereo contro Gheddafi suggerito, allora, da Hillary Clinton. E lo ha fatto in piena campagna elettorale, dimostrando il peso dell'argomento. Matteo Renzi, a differenza del ministro della Difesa Pinotti, sembra più attento alla Casa Bianca che al Pentagono e prende tempo. Il tempo qui è tutto, sia per uno schieramento che per l'altro. Dunque è evidente che la divaricazione è profonda. Parlo del governo, non dei giornali ( che si regolano sulle fonti) e rimpiango che non ci sia quel “Diritto alla Coscienza” testardamente invocato da Marco Pannella.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –19–marzo -2016 pag. 10

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Furio Colombo - Il Fatto Quotidiano

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