Il Fatto Quotidiano
BRUXELLES, UN BRUTTO EPISODIO ON NUOVO CONFLITTO

Caro Furio Colombo,

L'improvvisa catena di attentati  a Bruxelles, che sembra mirato più all' Europa che al Belgio, è un episodio di un mondo segnato dal terrorismo, o l'inizio di una nuova operazione di guerra, che non continua ma comincia un attacco di livello e di portata diversa?

Silvana

Rispondo in modo impressionistico e non fondato su documenti o rivelazioni diverse da quelle diffuse e commentate da tutti. Impossibile non affrontare la domanda: atti di terrorismo, come a Parigi, oppure operazione di guerra ? Il conto delle vittime conferma che a Parigi la strage è stata più grande. Ma l'operazione bellica organizzata nella capitale d'Europa da l'impressione di un piano più articolato, fondato su strategia e non su iniziativa individuale, organizzato in modo da " ottimizzare" l'effetto, al fine di  portare alla paralisi completa  un centro essenziale della vita collettiva in Europa. Anche la presunta connessione con l'arresto del terrorista parigino nella sua abitazione belga, nel  quartiere che probabilmente lo ha protetto, serve più per dare tensione a un racconto che per spiegare la strategia di  un evento di guerra. Ciò che ha una forte apparenza di causa-effetto ( tu arresti il mio uomo, io paralizzo la tua città ) è materia che probabilmente appartiene - propongo -  a due capitoli diversi e  separati. Il terrorista catturato è stato forse lasciato al suo destino, evitando uno scontro diretto, ovviamente sproporzionato, fra forze allo scoperto. Difficile, data anche  la perfezione  logistica e  cronologica degli attacchi di Bruxelles, che tutto sia stato improvvisato  o accelerato dopo l'operazione di polizia dei giorni precedenti. E' pensabile, invece che, in ogni caso, una  nuova serie di attacchi avrebbe, comunque,  avuto inizio il 22 marzo, senza badare alla diverse , possibili coincidenze ( per  difendere il terrorista  ancora libero, per vendicare  il terrorista già catturato ). Più probabilmente siamo di fronte a un progetto di allargamento della guerra, aumentando di molto vastità, varietà e visibilità degli attacchi, e facendo vedere bene la qualità organizzativa  degli episodi  di attacco.  Se questo orientamento interpretativo è utile, allora bisognerà allargare anche la comprensione degli eventi internazionali. Ciò che a qualcuno di noi  sembra un brusco e precipitoso  cambiamento  di strategia ( da terrorismo a guerra ) è iniziativa dell'estremismo islamico, o è risposta a qualche vero presunto evento  della parte considerata nemica ( che sarebbe qui, intorno a noi, in qualche modo "la parte nostra")? Come è noto, sappiamo troppo poco per rispondere. E dovremmo comunque confrontarci con un'altra domanda: Una simile  esibizione di forza bellica significa che il califfato si sente in grado di alzare il tiro e di allargare il fronte, oppure che sta reagendo a un indebolimento che intende negare? Purtroppo i presunti " esperti" che vengono continuamente esibiti ( con strani titoli strategici ) in radio e televisioni, continuano a darci  luoghi comuni sul passato. E, in ogni programma,  prima o poi, compare Salvini, in grado di bloccare, da solo, ogni utile riflessione. Come per altre situazioni che ci tormentano, almeno nella interpretazione e nel giudizio di questi tragici  fatti,  dovremo cavarcela da soli.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –23–marzo -2016 pag. 12

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Furio Colombo - Il Fatto Quotidiano

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