Il Fatto Quotidiano
L'EDITTO AL MONDO DI MARINA BERLUSCONI

Caro Furio Colombo,

Avrai notato tono, modo e parole con cui la Reginetta di Segrate ha commentato la decisione della Authority Antitrust con cui si fa obbligo a Mondadori, ormai proprietario della Rizzoli di mettere subito a disposizione del mercato le due case editrici Marsilio e Bompiani per non eccedere nel monopolio, che è comunque assicurato. Restano  impressi l'indignazione e il fastidio. Se ne ricordino all'Antitrust. Qualcuno, a suo tempo, non andrà alla Rai.

Renzo

In questi casi ci si può fidare de " Il Giornale", che passa tutta la corrispondenza interna sia a Mediaset che agli altri gioielli della corona. Ecco parti dell'editto della sovrana, come riportati riga per riga da "Il giornale" del 25 marzo" ( con le notizie non si scherza): " Questo - comunica la regina alle truppe- è un giorno bello per la Mondadori. La Mondadori, di cui la mia famiglia  è l'editore da 25 anni, torna crescere e lo fa investendo su un bene prezioso come i libri. Ci sono molti buoni motivi per essere orgogliosi di un risultato così rilevante(...) Ma credo  che questa sia una operazione  positiva  non solo per la Mondadori. Intanto rimane italiana una casa editrice che è tra i protagonisti  della storia culturale  del nostro Paese”. Avete di certo  sentito il risuonare militaresco del famoso bollettino della vittoria del 1918. Balza agli occhi, però che una sovrana che appare spesso svelta e puntuta non si sia accorta di quel che le hanno fatto leggere. Sentite: Primo, la famiglia Berlusconi diventa titolare della storia della Mondadori, trascurando, con disinvoltura più politica che aziendale, il lunghissimo e illustrissimo percorso di quella casa editrice di fama mondiale, dal suo fondatore fino alla strana operazione di acquisto di cui qualche sopravvissuto ha ancora memoria sia di cronaca che giudiziaria.  Secondo. La regina gioisce perché sia Mondadori che Rizzoli rimangono italiane, e ce le fa passare per Trento e Trieste, la dove la questione dello straniero che fa man bassa dei nostri libri non si era mai affacciata e non può costituire ne vittoria ne minaccia. Terzo. La nuova  compagnie sarà in. grado di investire maggiori risorse nella qualità. Che cosa sono le risorse nella qualità  dei libri? Qualcuno ricorda un grande "merger" americano ( una casa editrice ne compra altre ) in cui qualcuno, salvo i contraenti, abbia guadagnato qualcosa? Ma c'è di più, nel pensiero della regina di Segrate:  " Aiuteremo la diffusione della lettura ( che invece evidentemente  Rizzoli osteggiava) e renderanno più solida e competitiva l'editoria italiana”. Competitiva contro chi? Come dice la parola stessa, l'editoria italiana è italiana. Se mai possono farsi  "la guerra" due grandi case editrici italiane ( metti Mondadori  e Rizzoli ) tentando di attrarre gli autori di valore e di invogliare, l'uno in competizione con l'altro, i migliori stranieri. Ma un blocco unico? Semplice: decide l'editore unico.   Ma continua il proclama "C'è grande amarezza  nel dover, tra l'altro rinunciare a case editrici come Marsilio e Bompiani " e sua altezza ci spiega che si tratta di un grossolano errore  dell'antitrust. Era già pronto il piano dei licenziamenti per doppia funzione  ( uno di Mondadori e uno di Rizzoli), ma anche uno di Mondazzoli e uno di Marsilio, e così via per Bompiani. Certo,  l'idea che rimangano spazi, sia pure piccoli, di libertà, disturba la sovrana. Non è così, con antitrust tardiva ma ancora fra i piedi, che la illustre famiglia Berlusconi intende governare la sua esclusiva casa editrice per i prossimi 25 anni.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –30–marzo -2016 pag. 12

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Furio Colombo - Il Fatto Quotidiano

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