Il Fatto Quotidiano
I MIGRANTI NAUFRAGHI NELL’ISOLA DEI FAMOSI

Caro Furio Colombo,

A fronte della tragedia dei migranti, con  che cuore si mette in onda una trasmissione come "L'isola dei Famosi", che è vuota, volgare, becera, ma si  parla anche, come  di una avventura fra altre - di naufraghi e naufragi? Noi italiani siamo davvero così?

Sergio

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Purtroppo lo siamo e, come lei sa, ascoltando o leggendo il pensiero del nuovo blocco lepenista- leghista-fascista, c'è di peggio. E c'è di peggio anche nella "unanime decisione europea " di rimandare in Turchia ogni persona sorpresa in Grecia a tentare di salvarsi entrando in uno dei nostri Paesi. L'idea sembra parte di una grottesca denigrazione di ciò che l'Europa sa e può fare. Invece è vera, e viene presentata come " un passo avanti". Ma un referendum sulla speciale volgarità della "Isola dei famosi" in un momento come questo è facile da fare, e senza costo. Ci saranno abbastanza italiani che rifiuteranno la trasmissione dopo avere visto il corpo dei piccolo Eylan su una spiaggia come quella del programma di cui stiamo parlando ( solo che lui, il piccolo Eylan, non ce l’ha fatta ), dopo avere visto la folla disperata in Macedonia e " l'avventura" di abbattere la barriera metallica? Temo di no. Temo che dovremo accettare che la straordinaria e generosa gente di Lampedusa rappresenti da solo  l'Italia come  dovrebbe essere, non quella che è. In  questa triste capacità di non voler sapere e vedere,  non siamo soli, anche se è giusto che la nostra critica riguardi prima di tutti noi, il nostro Paese. Il giorno 14 febbraio 2016, mentre quotidianamente  giungevano notizie di rifugiati annegati ( soprattutto bambini e donne ) tra la costa turca e le isole greche di Kos e Lesbo, è apparso a piena pagina, sullo International New York Times, un articolo con splendide fotografie sul villaggio turco di Kas ( stessa costa turca, lontana poche ore  di barca dall'isola greca di Kos e dei profughi morti), che comincia così: " Onestamente non avrei mai immaginato che la nostra vacanza mediterranea sarebbe stata così perfetta. Puoi nuotare per miglia  sull'acqua di un meraviglioso turchese, davanti alla costa, l'aria profuma di Jasmine e la vista della baja ha  certamente capacità terapeutiche”. E' il lancio di un nuovo tipo di vacanze, passare i giorni a nuotare in Turchia  per la gioia del colore del cielo, del mare e del paesaggio, mentre a pochi chilometri muoiono  ogni notte adulti e bambini  nello stesso mare e nello stesso paesaggio, per scampare alla guerra e trovare una terra ospitale. Siamo di fronte a un fenomeno nuovo, col vecchio nome di guerra:  se sei dalla parte sbagliata nessuno ti salverà, e nessuno avrà voglia di occuparsi di te. Ma se riesci a starne fuori e stai attento a non addossarti i mali degli altri, il mare e il cielo diventano meravigliosi e ospitali. Basta non far caso ai morti, specialmente se piccoli. Sappiamo comunque che ci rappresenta a Bruxelles interpreta  bene la nostra voglia di non sapere.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –29–marzo -2016 pag. 16

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Furio Colombo - Il Fatto Quotidiano

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