Il Fatto Quotidiano
UN POSSENTE RICHIAMO DEI CORAGGIOSI ALLE ARMI

Caro Furio Colombo,

Sono impressionato ( e spaventato ) dal moltiplicarsi di articoli e interventi che invocano armi, guerra, intervento. Si tratta di adulti che dovrebbero avere memoria o almeno consapevolezza del  come si allarga un conflitto fino a farlo diventare inarrestabile e mondiale. Come si può pensare che la strada giusta sia seguire chi ci sta provocando per vedere se caschiamo nella trappola desiderata del conflitto globale?

Antonio

Il  primo sintomo di questo fenomeno è di inserire freneticamente l'Italia tra i Paesi che sono nel mirino degli islamici. Non conta niente che loro  (l’Isis e i jihadisti) parlino  d'altro e continuino a citare luoghi in cui sono nati e cresciuti alcuni dei protagonisti di questi tragici giorni. Ci sono mille domande da fare ma i nostri patrioti insistono: e perché non includete  l'Italia? Il fatto è che se qualcuno dipende culturalmente  da Salvini ( questo tipo  di legame è peggiore del fanatismo calcistico ), non può che credere due cose: primo, gli islamici sono tutti tagliagole. Secondo, se non ti muovi subito, e li isoli, li umili, li cacci, subiremo le conseguenze degli inetti. Un punto importante, per i nostri concittadini illuminati e per i loro giornalisti, è l'abolizione  delle moschee e l'impedimento a costruirne altre. Anzi questo fatto ( permettere la costruzione di una moschea) viene visto come un atto di collaborazionismo con l'Isis, dimostrando  scarsa conoscenza della Costituzione  italiana e infezione dilagante del morbo della Lega ( grave deficit di cultura generale).Ci è voluto D'Alema per ricordare a questi vaganti nel sonno dell'odio preconfezionato (ma pericoloso come l'odio vero ) che certe proibizioni in un Paese normale non esistono. Segue la ripetizione ossessiva del "siamo in guerra", e francamente non  si capisce un simile slancio di collaborazione con il califfo. E' lui che vuole tutti in guerra, e non gli pare vero di avere dei supporter  così zelanti e insistenti come la destra italiana e la Lega Nord, in un Paese che ha le sue ragioni di paura e di ansia, ma in guerra non è. Anche  perché  non si vedono in giro altri eserciti occidentali accanto a cui marciare. Ma loro continuano a sedersi sulla poltrona di Churchill invocando " lacrime e sangue", indicando ogni volta Roma fra gli obbiettivi da colpire, e dedicando scherno a chi non ci sta. A volte perdono la pazienza, immaginando una insopportabile passività di fronte all'avanzare degli eserciti invasori ( per la maggior parte composti da donne e bambini degli immigrati in fuga mai accolti dall'Europa). Ed ecco, per esempio, che cosa dice all'Italia un editoriale de " Il Giornale" ( Salvatore Tramontana, 25 marzo ) : “Quando senti le raccomandazioni della Mogherini  per " il non esiste un noi e un loro. I mussulmani sono cittadini Ue “, pensi che, se parla così,  è meglio che pianga (...) Far finta di nulla è una cinica e vigliacca  presa per i fondelli. Non è un caso che tanti si siano riconosciuti nell'impazienza televisiva di Mentana, quando  con un gesto di stizza  ha interrotto il servizio sulle dichiarazioni della Boldrini: ' Con tutto il rispetto se ne può anche fare a meno’.  Ed  è un pensiero condiviso da gran parte  degli italiani” .  Nel Paese di "Fuocoammare" non credo proprio  che sia vero. E vorrei dire a Mentana che il suo gesto mi ha ricordato la celebre  sequenza di Walter Cronkite  che, di ritorno dal Vietnam, ha messo da parte il testo scritto, si è tolto gli occhiali e ha detto: " Francamente, signor presidente, penso che tanti giovani americani debbano smettere di morire”. Il gesto è simile. Il significato opposto.  E non resterà nella storia. E' apparso solo un po' maleducato.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –01–aprile-2016 pag. 16

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Furio Colombo - Il Fatto Quotidiano

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