Il Fatto Quotidiano
SIGNORI, LA LIBIA E' PRONTA, FINALMENTE GUERRA

Caro Furio Colombo,

Mi sembra che tutte le mosse strategiche destinate ad aprirci  la via della Libia  siano state compiute. Dunque, c'è un governo nazionale. E' il terzo ( perché gli altri due non cedono) ma c'è. Questo governo è benvisto dall'Onu. Conta poco, nei fatti, perchè il nuovo governo nazionale resta fermo su un gommone, ma formalmente il gesto è compiuto. Questo nuovo  governo sul gommone ha il sostegno di ben 26 Paesi. Non credo che si faranno vivi.  Restano in campo gli Usa, gli inglesi, i francesi. E noi.  Sicuro che ci conviene?

La prima cosa che sappiamo della Libia sono le avventure alla Silvester  Stallone di una fantomatica unità militare americana " mordi e fuggi"  che arriva in un villaggio, rade al suolo l'Isis locale ( uomini del deserto colti di sorpresa e nel sonno da ragazzi di Chicago ) e torna in albergo. Dove, non è chiaro, salvo il dettaglio che " combattono in abiti civili". Si spera che almeno le camicie siano Brooks Brothers e gli scarponi Timberland, per dare un avvertimento alle nostre truppe quando arriveranno, anch'esse in abiti civili ( speriamo Benetton e non Gap) e lasceranno anch'esse i rispettivi alberghi, diretti a colpire di sorpresa gli occupanti libici, al fine di liberare la Libia, per dare al martoriato Paese un governo  che non conosce, che non ha scelto e non ha dato segni di volere. Dunque la questione militare ha un suo filo logico se si pensa che, nei relativi abiti locali ( forse anche scozzesi ) giungeranno unità segrete del Regno Unito e della Francia, ma tutte dovranno immettersi  nel fitto traffico di unità locali (clan, tribù, seguaci di  Imam svariati ) rigidamente divise secondo fede, storia, tradizione e territorio, ma fortemente unite nel non gradimento dei nuovi arrivati  " in abiti civili". Direte che diminuiranno o saliranno di numero scontri, combattimenti, distruzioni di case e città, vittime  civili? Dove, quando si pensa che una solida maggioranza cambi idea sul governo del gommone, che nessuno conosce? Direte  che il generale Haftar,  unico comandante  in divisa di un esercito quasi regolare in divisa, una armata dotata di tutto, si metterà agli ordini di uno dei gruppi “in abiti civili" del governo sul gommone, verso cui ha già espresso il suo disinteresse? Perché, fino ad ora nessuno se lo è filato, questo libico addestrato che controlla una armata ma finora non ha fatto guerra a nessuno sperando nel buon senso politico di potenze più grandi con cui cooperare? Su una cosa le fonti del ministero della Difesa italiano che riforniscono i giornali dii speciali notizie non mollano. L'Italia guiderà il coordinamento del "Liam", probabilmente in base al prestigio ottenuto con la liberazione recente degli ostaggi italiani ( due vivi e due morti, nessuna causa del rapimento, nessun colpevole ). Liam vuol dire un controsenso, come tutto in questa operazione che sembra cognata a Hollywood ( salvo morti e feriti, che non fanno ridere ): "Libya International Assistance Mission". La domanda sollevata dal lettore infatti resta: "Assistance" a chi, a che cosa, per quale fine oltre al generico proposito di pace di cui non si vede né la strada né l'esito? Possiamo dire, con molta ansia, che stiamo entrando in un labirinto detto anche " guerra segreta". Si attribuisce la definizione a Obama. Siamo sicuri?

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –02–aprile-2016 pag. 10

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Furio Colombo - Il Fatto Quotidiano

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