Il Fatto Quotidiano
VI PARE GIUSTO SEQUESTRARE I BAMBINI DI MAFIA?

Caro Furio  Colombo,

Leggo che il Procuratore del Tribunale dei  Minori di Reggio Calabria ha iniziato una attività che  prevede l'allontanamento dei figli dalle famiglie coinvolte nella criminalità della ndrangheta, in modo da interrompere il passaggio ereditario di una cultura e " salvare" il minore  dal destino malavitoso dei suoi genitori. Le chiedo: è giusto? Si può fare?

VITO

Si può fare ( visto che il meccanismo giuridico è far decadere la patria potestà dei genitori criminali) se questo tipo di famiglie, ovviamente poco orientate nel  chiedere difesa alla legge  non cercano  di far valere i loro diritti costituzionali. Ho letto di varie vicende del genere e non trovo tracce di resistenza giuridica. Dalla Procura dei Minori di Reggio Calabria (la fonte è La Stampa, 1 aprile ) apprendiamo che negli ultimi anni  sono stati interrotti i  legami familiari di almeno 30 ragazzi e ragazzine nell'ambito della criminalità calabrese, situazioni  " studiate caso per caso" e definiti " temporanei". Così come è raccontata, questa pratica solleva non pochi problemi. Infatti la presa in custodia dei minori da parte della autorità  giudiziaria e dunque per mano di Polizia  o Carabinieri, non può non essere traumatica e assomiglia molto a un arresto. Lo spostamento in una comunità è comunque segnato dall'interruzione dei vincoli con la famiglia ( se il padre è in prigione o in latitanza, l'adolescente deve abbandonare madre e fratelli ). E su questa interruzione pesa la definizione di " misura temporanea" che è insieme una speranza ( può sempre finire,  e torni a casa ) e una minaccia ( cadere nel vuoto, una volta " rilasciati", se sono avvenuti veri e inconciliabili cambiamenti ). A tutto questo si aggiunge una recentissima modifica nella riforma della giustizia, che decreta la abolizione dei tribunali dei Minori , e dunque anche delle relativa Procure. Il che vuol dire che non vi saranno più specialisti come suppongo sia il Procuratore  dei Minori di Reggio Calabria  che, ci dice, studia caso per caso prima di decidere. Dunque il rischio che la pratica ( sottrarre un figlio minore  al genitore criminale ) rimane, ma funzionando con automatismi pericolosi e senza il controllo di esperti. Confesso che questo tipo di iniziativa giudiziaria mi allarma comunque , perché sposta sui  bambini  il peso di uno sradicamento e di un cambiamento che si immagina totale della loro vita, un cambiamento che comunque non avviene nella società  intorno a loro, mentre  diventano adulti. Questo infatti è il  Paese in cui nessuno riesce  a impedire ( non il vescovo, non i carabinieri, non la folla di fedeli presente ) l'inchino della più diverse statue di santi nelle più diverse località, davanti alla casa di tanti diversi "padrini" condannati, (di solito per omicidio plurimo) e proprio per questo onorati pubblicamente.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –05–aprile-2016 pag. 10

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Furio Colombo - Il Fatto Quotidiano

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