Il Fatto Quotidiano
LE PENSIONI CAMBIANO IL MONDO O IL MONDO CAMBIA LE PENSIONI?

Caro  Furio Colombo,

Da pensionato non ho un momento di pace. Io  ho smesso di lavorare sulle cose ( sono tra quelli che sono stati  messi in pensione per " snellire" un'azienda, e far posto a giovani mai assunti ) ma altri lavorano tutto il tempo su di me. Ho una pensione media, ma so che sarà  considerata alta, perché  altrimenti il progetto di aiutare chi ha le pensioni  più piccole ( un universo senza fine ) non avrà mai fondi sufficienti. Vedo  che la disoccupazione si allarga e che dovrò continuare ad “aiutare”.  Però non parlatemi di ripresa e ripartenza.

Antonio

Ci sono  iniziative che purtroppo avvengono continuamente a rovescio, ovvero non cominciando da dove le cose cominciano ma nel punto in cui finiscono ( e molte persone in pensione  credevano di avere  finito,  di  non dover discutere il poco o non molto che hanno). Per esempio se qualcuno ha una pensione " troppo alta" si può sempre vedere perché: legge speciale, carica speciale, trattamento speciale, privilegio speciale, cercando dove si differenzia così incredibilmente un trattamento di pensione da tutte le altre nel punto di inizio. Occorre anche  definire che cosa è alto, non in relazione a che cosa è basso ( che è un progetto completamente diverso, basato su una vasta e completa riorganizzazione della società) ma per stabilire che cosa si intende per alto, in relazione alle storie individuali ( il Capo dello Stato? ). Ovviamente la pensione troppo bassa si ambienta in una generale ingiustizia  sociale che però non è delle pensioni, è  la stessa che si riscontra nel mondo  del lavoro, dove solo Adriano Olivetti, molti decenni fa, isolato da tutti gli altri imprenditori, sosteneva che nessuno deve guadagnare più di dieci volte  del meno retribuito di un gruppo. Non solo nessuno lo ha ascoltato, ma vertici e base delle retribuzioni hanno subito e subiscono  una progressiva  divaricazione. Questo per dire che l'universo  delle pensioni  non è fatto  di squilibri che si sono formati dentro  l'universo delle pensioni, come dentro uno strano villaggio,  e che dunque  si possono correggere dentro quel villaggio, riaggiustando ciò che spetta a ciascuno.  Allora chi stabilisce e poi impone  criteri, metodi e garanzie  di cambiamento per  persone  affidate ( per legge ) a  un ente immaginato  come  imparziale, nel senso che al suo interno  dipende solo dalla buona amministrazione e, nel mondo esterno che manda in pensione gli anziani, è regolato dalle leggi vigenti in quel momento, che sono pubbliche, note ma anche ineludibili? E' fuori dal mondo delle pensioni ( ente, organizzazione, fondi, versamenti, pagamenti, investimenti ) tutto ciò che cambia il mondo delle pensioni. Sono la politica, la cultura e quella parte, non solo attuariale, delle scienze economiche che regola il rapporto fra il molto grande e il molto piccolo, tra l'andamento di crisi e benessere da un lato, e il destino di un individuo dall'altro.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –06–aprile-2016 pag. 12

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Furio Colombo - Il Fatto Quotidiano

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