Il Fatto Quotidiano
LIBIA, INVECE DI DUE GOVERNI TE NE DO TRE

Caro Furio Colombo,

A proposito  della guerra in Libia e della partecipazione italiana ( 5000 soldati?) ho fatto un piccolo conto. Sarebbe come andare alla conquista del Veneto con 54 soldati, oppure prendere possesso della Valle d'Aosta con un plotoncino di 9 militari. Forse è meglio tenere presente questi numeri.

Luciano

Eppure questa è solo una piccola parte del problema, che ha avuto già una sua risposta non sappiamo se da esperti o da presunti tali. Ti dicono che provvedono a tutto mitiche " forze speciali" che mordono e fuggono e ti tengono sotto scacco quei sempliciotti dei guerriglieri libici ( religiosi o laici,  ma evidentemente non tanto bravi militarmente ) al punto che gli occidentali, metti  inglesi, francesi, americani, ma soprattutto  italiani, arrivano all'improvviso in piccoli gruppi, fanno fuori " il nemico" radicato da secoli, ed espugnano. Un po' alla volta queste forze speciali sono capaci di consegnarti una Libia ripulita e democratica nuova di zecca. Per questa ragione non si capisce perchè il terzo capo di governo libico, al-Saraj, scelto da "cacciatori di teste" dell'Onu per mettere in imbarazzo gli altri due, resti rinchiuso nella base navale in cui è prudentemente sbarcato dopo nove ore di cauta  navigazione al largo ( il vero percorso era di pochi chilometri, dalla Tunisia alla Libia ) e abbia scelto, per ora. di mettere poco fuori la testa. Infatti, se voi leggete il patchwork di notizie sulla nuova  stagione libica che - prima o poi- ci hanno detto, dovrebbe essere guidata  dall'Italia, notate  che "L'Italia è pronta a riaprire la nostra ambasciata“, ma si vedrà . Che il presidente al Seraj continua a ricevere sindaci di tante città  ( nominando però soltanto località della costa, e non più di dieci ), i colleghi europei non si fanno vivi. Ma  " L'Onu sbarca a Tripoli " ( La Repubblica, 5 aprile ) per dire che è ritornato sul posto  Martin Kobler , l'unico funzionario Onu che continua a viaggiare da quelle parti e di cui non si conosce alcun risultato, non perchè sia sfortunato, ma perchè la missione è impossibile. Tutto il resto è intatto. La Libia appare come un cassetto in disordine nel quale è stato forzato un oggetto in più, che nessuno  ha scelto e nessuno sembra volere. Difficilmente gioverà a un nuovo ordine.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –09– aprile -2016 pag. 16

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