Il Fatto Quotidiano
I CINQUE STELLE SONO ADULTI CON E SENZA GIANROBERTO

Caro Furio Colombo,

Ho  l'impressione che i Cinque Stelle abbiano ballato una sola estate e che l'uscita di Casaleggio sia anche la loro uscita. Inevitabile, non ti pare?

Giovanna

….

Non entro in questa scommessa. I Cinque Stelle mi sembrano un movimento grande e maturo che può sopravvivere alla grave perdita subita perché ha dato vita a un suo gruppo dirigente. I suoi rischi non sono né maggiori né minori di quelli che, in una vorticosa fase di cambiamenti continui, tutte le aggregazioni stanno rischiando. Invece mi interessa il caso, mai veramente esaminato, del leader politico segreto, appartato, e quasi privo  di immagine. O meglio abituato a usare una immagine fatta di assenza fisica. Casaleggio ha dato luogo nella realtà a qualcosa che avrebbe potuto essere audacemente concepito da un narratore. Ma difficilmente il narratore sarebbe stato creduto perché è impossibile  immaginare che un personaggio che intende restare nell'ombra possa riempire le piazze. Eppure è accaduto - certo, con la partecipazione rilevante di Beppe Grillo-   e dunque non possiamo che accettare questo evento mai accaduto prima e riconoscere che le conseguenze della politica senza esibizione e senza immagine è stata più grande e rilevante di ogni previsione. Resta un altro  aspetto tipico e unico, e questo è più difficile da spiegare. Casaleggio, contro ogni abitudine, tradizione o raccomandazione del comportamento politico, non ha mai sorriso. Forse questo è il tratto che sarà ricordato più a lungo, perché quel comportamento  da fiaba ( il principe senza sorriso ) è ancora più inedito, ancora più difficile da immaginare, perché diventa abituale, ininterrotto. Domina una espressione seria, pensierosa, intenta, una sorta di sguardo più verso dentro che verso il fuori della vita, come se tutta la sua curiosità, il suo interesse, il suo  lavoro fosse non ciò che vedeva  e constava nella realtà esteriore, ma ciò che stava elaborando e pensando, inventando. C'era qualcosa di scientifico più che di umanistico, una sorta  di ricerca e scoperta delle regole piuttosto che una condivisione di sentimenti. Era un mistero, reso interessante da una straordinaria benché ben poco conosciuta intelligenza ( di cui non gli piaceva dar prova ) che resterà, nella sorpresa di tanti e nel dolore di molti, il suo mistero.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –13– aprile -2016 pag. 14

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