Il Fatto Quotidiano
REFERENDUM NON TRIV: L'IMPORTA DI PARTECIPARE

Caro Furio Colombo,

Non riesco a capire perché in tanti ci dicono che è così importante partecipare al voto nel referendum  sulle trivellazioni. Mi sembra chiaro che, in un referendum, il non partecipare è un modo di dire la propria decisione sul quesito.

Mario

Invece no. Non partecipare vuol dire decidere che il voto di tutti gli altri non ha e non deve avere  alcun senso. Perché? Perché, nel nostro Paese, i referendum sono validi solo se vi partecipa ( e dunque vota, anche con scheda bianca o nulla ) il cinquanta per cento degli aventi diritto. Dunque, in un referendum chi non vota, ha votato,  nel senso di avere partecipato  all'impegno di far fallire quella particolare prova elettorale. E' in questo senso che il presidente della Corte Costituzionale  fa sapere che un buon cittadino vota. Perché votando, qualunque cosa pensi, non compie un atto di sabotaggio contro tutti coloro che hanno deciso di votare, facendo aumentare le probabilità che il referendum  non sia nullo. E per questo il presidente Mattarella, con una dichiarazione  piuttosto  insolita, fa sapere che si recherà al seggio. Per dire: io non sarò tra coloro che puntano a svuotare  un atto di democrazia. Questi giorni, immediatamente prima del voto, dovrebbero essere  dedicati a spiegare il "si" e il " no" ( come si sa , votare " si" vuol dire abolire le trivelle, quando  scadranno le rispettive  concessioni, e votare " no" vuol dire continuare a bucare suolo e mare italiano per sempre, con qualche probabile conseguenza sull’ambiente ). Un argomento in più, che dovrebbe essere discusso, è che il petrolio estratto ( che è poco a confronto con la portata potenziale del danno ) non è italiano ma di compagnie di altri Paesi che si sono assicurate i diritti. Naturalmente  lo fanno in armoniosa intesa d'affari con l'industria italiana del petrolio, ma comunque il prodotto delle trivellazioni  viene portato altrove e, se mai, ricomprato per le forniture italiane. Si tratta dunque di strani percorsi con strani interessi che non sono quelli del Paese e dei suoi cittadini. La prova? Basta riascoltare le " inutili", "illegittime" o " strettamente private" intercettazione dei coniugi  Guidi, ministra e consorte che, persino nelle litigate personali, parlano d'affari. Questi affari  riguardano loro, riguardano  certi amici e conoscenti, riguardano  grandi aziende del petrolio e  nuovi  arrivati. Ma  non riguardano mai  l'interesse del nostro Paese. Tutto ciò ci racconta il passato prossimo e il presente delle nostre avventure petrolifere. Perché una realtà così squallida e così estranea all'interesse dei cittadini dovrebbe diventare il nostro futuro? E perché il presidente del Consiglio, a differenza di tutte le altre cariche dello Stato ( presidente  della Repubblica, presidente della Camera, Presidente del Senato, presidente della Corte Costituzionale ) ci dice di non partecipare, di non presentarci ad una prova elettorale che costa 300 milioni, pur di farla fallire e lasciar libere rispettabili società petrolifere francesi di continuare la loro trivellazione in casa nostra, che è anche " patrimonio dell'Umanità" ( definizione Unesco)?

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –16– aprile -2016 pag. 12

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