Il Fatto Quotidiano
IMMIGRATI “ REGOLARI", “IRREGOLARI" E PRIGIONIERI

Caro Furio Colombo,

Ho  notato che il ministro dell'Interno Alfano, parlando con la giornalista  Maria Latella, ha indicato due tipi di migranti: i profughi, che fuggono dalla guerra, e gli "irregolari" che cercano di salvarsi dalla fame. Gli irregolari, dice  Alfano, vanno " rimpatriati". Ma per " "rimpatriarli"  dovremmo avere linee di comunicazione aperte che non esistono. Se quelle linee ci fossero, tanti non morirebbero in mare.

Angela

La lettera giunge insieme con la notizia di una nuova tragedia : quattrocento migranti somali, etiopici, eritrei, provenienti dall'Egitto su quattro barche,  sarebbero scomparsi in mare. Il terribile evento, se sarà confermato, è esemplare. Infatti comprende i somali di un Paese senza governo e con guerriglia continua, e cittadini di due Paesi ( Etiopia, Eritrea ) che teoricamente non sono in guerra ma in cui prevalgono azioni militari e terrorismo ma anche un servizio militare obbligatorio senza fine a partire dai 14 o 16 anni. Ma se sono vivi coloro che al momento si teme siano annegati, dovrà verificarsi la scelta Alfano- Salvini : etiopici ed eritrei dovrebbero essere dichiarati " irregolari" e dunque obbligarli al "rimpatrio"  con costosissimi voli che non sono mai disponibili per fuggire, salvare la vita ed evitare di morire in mare. La vicenda rivela, meglio di ogni riflessione un fatto difficile da accettare:  è in corso, in molte forme diverse, tutte immorali, un crimine continuato nei confronti di coloro che cercano e invocano aiuto. Questo crimine, truccato con continui cambi di definizione e continue alterazioni di contesto storico, si manifesta subito con il blocco di tutta l'area del Mediterraneo, un blocco che viene accettato dalle migliori  autorità  del  mondo ( unica eccezione il Papa ) come un  fatto ovvio e inevitabile. Nessuno può legalmente giungere in tutta l'area che fronteggia l'Africa e ogni arrivo ha la doppia natura di " salvataggio" quando si riesce a impedire che il migrante affoghi, o di delitto, quando si arresta lo scafista accusandolo di essere "un mercante di  carne umana". Ovvio che gli scafisti non sono personale di opere pie. Ma fatalmente, come è accaduto in tutte le emergenze, il posto vuoto di qualcuno che ti salva per dovere umanitario viene occupato da qualcuno che lo fa per tornaconto. Se  sopravvive, viene dichiarato criminale, mentre si finge di accogliere umanamente coloro che si sono salvati per opera del mercante,  e a cui era stato negato ogni altro possibile accesso. A questo delitto si aggiunge adesso il blocco delle frontiere, i campi di concentramento privi di ogni possibilità di vita e di cura, l'abbandono anche dei bambini e dei malati, e lo scambio ( uno scambio inconcepibile e ignobile ) di profughi - prigionieri tra  Grecia e Turchia, secondo modalità impossibili e assurde. Nel frattempo persino i Medici senza frontiere devono smettere di lavorare, e lo stato di isolamento e segregazione  rende purtroppo inutile, nonostante le nobili intenzioni, il viaggio del Papa a Lesbo. Esistono come si sa, due grandi delitti contro l'umanità. Uno è la persecuzione attiva, l'altro l'abbandono. Entrambi i delitti sono in corso in questo momento ormai da anni. Di uno, l'abbandono, nella sua forma più indifferente e crudele e immensamente pericolosa, è responsabile L'Europa che, dopo la Shoah, sta attraversando il periodo peggiore della sua storia.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –20– aprile -2016 pag. 12

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