Il Fatto Quotidiano
CHE COSA SONO LE BARBARIE DEL GIUSTIZIALISMO?

Caro Furio Colombo,

Sono. molto disorientato. Il giorno in cui, a centinaia,  famiglie migranti ( eritrei, somali, adulti, bambini  ) muoiono in mare,  perché non esistono altro che ibarconi e i trafficanti per tentare di salvarsi, il capo del governo degli italiani parla con appassionata indignazione di "barbarie". Ma non si riferisce agli annegati o ai braccati in Grecia e in Turchia. Si riferisce ai giudici che combattono la corruzione in Italia. Temo che il fatto appartenga più alla estrema tensione nervosa di una persona, che alle condizioni del Paese, dei popoli in fuga, del mondo.

Marta

E’' difficile infatti offrire un giudizio equilibrato su ciò che è accaduto  il giorno  del discorso di Renzi al Senato, ed è inutile  affidare tale giudizio al grado di simpatia o di antipatia per il premier . Renzi è focoso e gli piace attaccare. Ma l'affermazione che stiamo discutendo, nella sua assurdità, non trova alcun modo di essere parafrasata ( " in realtà voleva dire che.."),  e alcun modo per essere collocata in un senso o in un  progetto politico. Le due parti della frase appaiono non spiegabile e del tutto al di fuori del calore bianco delle provocazioni e degli scontri che a volte in politica sono brutali. Più si tenta di ricostruire l'evento,  e meno si trova un senso logico o almeno una spiegazione. La frase  denuncia con passione e furore " trenta anni di barbarie del giustizialismo". E’  stata pronunciata dal Presidente del Consiglio e capo del partito di maggioranza. Ha dunque un peso molto grande. Ma la ragione resta oscura. Non ci sono memorie o ragioni personali, data anche la giovane età dell'oratore, che non può avere partecipato agli eventi che denuncia, anche solo come cittadino che  accumula un sentimento di rivalsa o rancore. Renzi è segretario di un partito che, persino attraverso momenti clamorosi di contraddizione, non ha mai a avuto posizioni di scontro sistematico con i giudici.  Inoltre  ha scelto un ministro della Giustizia che ha condotto e conduce il rapporto con la magistratura con cautela  tentando accostamenti e momenti di collaborazione che mancavano da anni. Perché allora quella frase, mentre viene eletto presidente della Associazione Nazionale Magistrati l'ex giudice di Mani Pulite e notissimo e apprezzatissimo giurista Pier Camillo Davigo? Può il Presidente del Consiglio e rappresentante di una grande forza politica dire la frase che ha detto ( che ha un insolito tono estremo per una istituzione così importante ) solo per non avere gradito ( se questa è la ragione ) una dichiarazione del nuovo Presidente Anm? Possibile che non abbia valutato il danno di un simile scontro tra due dei tre pilastri che definiscono e reggono la democrazia?  Però c'è una domanda più allarmante: Che cosa ha voluto dire Renzi? Perché non motiva e descrive episodi che a lui sembrano esemplari di un trentennio di "giustizialismo"?  L'attacco di Renzi è totale nel tempo (“ sono trent'anni”)  nello spazio ( a quanto pare ha luogo in tutta Italia ) e riguarda l'intero Ordine Giudiziario, che viene descritto, nell'insieme, come un nemico.  Nemico di Renzi? Nemico del governo? Nemico del Parlamento? Nemico del popolo? Prima o poi Renzi dovrà  trovare  il modo di fare luce su una frase che,  al momento,  si spiega solo con un momento di  grave tensione nervosa.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –22– aprile -2016 pag. 16

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