Il Fatto Quotidiano
I TRE POTERI DELLA DEMOCRAZIA: ESECUTIVO,LEGISLATIVO,GIUDIZIARIO

Caro Colombo,

ma se la democrazia si  fonda su tre poteri, dei quali nessuno, dice la Costituzione, deve prevalere, come possibile che in Italia sia lite continua e forti segnali di disprezzo reciproco?

Francesca

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Poich la democrazia una creatura delicatissima e fragile, lo scontro fra almeno due dei tre poteri accade spesso,  e i due esiti sono noti: o si risolvono subito ( il pi delle volte, nella maggior parte dei Paesi )  o si danneggia gravemente( fino alla perdita di democrazia) la macchina dello Stato. Il caso italiano unico perch porta i segni distruttivi di vent'anni di Berlusconismo, fondati su un continuo attacco, fatto di accuse, repulsione e disprezzo, a giudici, giustizia e  potere giudiziario  (ricordate? " sono soli impiegati che hanno vinto un concorso "). La fase successiva di governo e di potere che porta il nome di Matteo Renzi lavora al  progetto pi esteso della costruzione del potere esecutivo solitario.  Prima il nuovo leader, bench fin ora non eletto,si occupa di recintare, diminuire, abbassare il potere del Parlamento, spostando sul governo sia  la formazione delle leggi che le regole di ingaggio dei parlamentari ( conta la disciplina, non la persuasione, e la discussione  mal vista ). Poi l'attenzione si sposta sul giudiziario. E solo in apparenza l'attacco sembra ripetere quello di Berlusconi, che era in fuga da questioni civili e penali che lo riguardavano personalmente. Qui fa parte  del progetto " Orazi e  Curiazi" del nuovo " uomo solo al comando" che intende combattere un nemico alla volta. E quando viene la volta del giudiziario ( potere inaccettabile perch non il suo ) sa come sferrare un attacco offensivo che porta per forza reazione, difesa e offesa.  E' pi facile farsi inseguire da rappresentanti dell'ordine giudiziario che si ritengono offesi, che difendersi da eventuali inchieste o processi. Si potrebbe parlare  di difesa preventiva  mentre nessun vero conflitto ancora scoppiato. Ma il vero scopo sembra essere  di sgombrare per tempo, il campo intorno all'unico pilastro ( il potere esecutivo ) che deve essere la sola  fonte  di iniziativa e terminale unico del successo.  Progetti cos appassionati non tollerano scrupoli o attenzioni al resto del gioco. Per esempio l'affermazione , inconcepibile nella vita politica, che l'inizio di una indagine giudiziaria non richiede dimissioni da ufficio pubblico o di governo, ma anzi un rinnovo di fiducia all'indiziato, tipicamente uno strumento di provocazione con il quale si vuole incattivire lo scontro. Con la risposta inevitabile del nuovo presidente della Associazione Nazionale Magistrati Ed ex protagonista delle inchieste di Mani Pulite Pier Camillo Davigo, Il piano ha raggiunto il punto previsto dal progetto: Renzi certamente solo. Se "solo al comando" lo sapremo un po' pi avanti.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO 23 aprile -2016 pag. 14

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