Il Fatto Quotidiano
LA DESTRA NELLA LISTA DI ROMA: PRESENTE!

Caro Furio Colombo,

Tutti i commentatori  ci dicono che per la destra  a Roma è un disastro. A me non sembra. La destra, in un modo o nell'altro, è  presente in tutte le liste e in tutte le storie, persino per chi non la vuole.

Michaela

A prima vista si tratta di situazioni molto diverse. Giachetti, per esempio, ha un passato radicale ( nel senso di Pannella, digiuni inclusi ) e Marchini ha una famiglia che ha partecipato alla Resistenza. Nessuno  dei due  si è mai accostato alla destra fino ad ora.  E tuttavia a entrambi è accaduto, sulla via del Campidoglio,  di imbattersi chi in Verdini, chi in Alessandra Mussolini, e si tratta certamente di incontri profondamente estranei alle loro vite. Il caso Giachetti non è stato un caso personale. Verdini, portatore di una visione di affari, di vita e di politica che  non sembra avere nulla a che fare con le militanze del candidato Pd  non ha incontrato lui, Giachetti. Ha incontrato  il suo capo ( Renzi) e il suo partito ( Pd).  E lo ha fatto nel più discreto dei modi. Offre voti e non chiede niente. Non lo  possiamo mettere a carico di Giachetti. Quello che balza agli occhi non riguarda Giachetti e, in fondo, non riguarda neppure il Pd, nel senso di regole formali e valori  proclamati del Pd. Riguarda la vitalità invasiva della destra italiana in questa strana epoca. La destra – che sembra dispersa e frantumata- c'è dovunque ed è pronta a tutto, persino se tu non la cerchi, persino se appare divisa e litigiosa.  Infatti, poco lontano, sulla scena delle effervescenti "comunali" romane, compare, con il suo nome che si trascina  dietro tutta la storia, Alessandra Mussolini, capolista di Marchini, passato resistenziale e presente "indipendente" ( direbbero  in Usa per qualcuno che non è né repubblicano nè democratico ). Marchini, nel programma TV " Piazza pulita" ( 2 maggio ) ha parlato di "pacificazione", ma non è così. La pacificazione avviene fra chi accetta e condivide gli stessi valori. Questo non è mai avvenuto. E allora non ci si pacifica con Mussolini a nome di Gobetti,  Matteotti o dei fratelli Rosselli. Ma poi incontrate Giorgia Meloni, e qui la vitalità della destra, che non si piega a nessun Berlusconi, irrompe con forza sulla scena, e sarebbe quasi ammirabile ( nel senso della vitalità, non delle idee ) se non ci fosse intorno Salvini. Il caso Raggi è diverso per la persona, che non può certo essere valutata in base al suo curriculum di giovane praticante avvocato. Però riporta involontariamente in scena grandi nomi della destra post fascista berlusconiana, che arricchiscono gli eventi  di cui stiamo parlando, e confermano quanto  abbiano contato persone di destra come Previti nella vita pubblica e professionale italiana. Come vedete, in tutte e quattro le storie dei personaggi chiave che competono per Roma,  c'entra la destra, e conta molto. Sia per le persone che la cercano e la vogliono. Sia per chi se la ritrova, senza averla cercata, sulle strade impervie della politica italiana, nel passato prossimo e nel prossimo futuro.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –05– maggio -2016 pag. 12

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