Il Fatto Quotidiano
SCORDIAMOCI IL PASSATO, BENTORNATO MUSSOLINI

Caro Furio Colombo,

D’'ora in poi chi dovesse dare la vita per la libertà o anche solo per la verità ( vedi Il giovane Reggeni ) è avvertito: sta vivendo ( e morendo )  nel passato  E il passato, come ci avverte Duccio Trombadori, figlio del capo dei Gap partigiani  romani, non conta. Conta fare spazio alla Mussolini.

Martina

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Qualcuno deve avere dimenticato i figli o i nipoti di Eichmann. In Germania  non avrebbero spazio in nessuna lista comunale, ma  siamo sicuri che qualcuno non li avrebbe accolti in una lista romana, per poi rispondere alle obiezioni stupite o indignate dei pochi che non hanno perso la memoria, allargando le braccia  e ripetendo esasperati: "ma sono passati 70 anni!" E' vero, sono passati  70 anni, ma le deportazioni ci sono state, via Tasso c'è stata (e tutte le vie Tasso della città italiane), la Risiera  di San Saba è ancora visitabile, intatta, benché tenuta un po' nascosta dietro  lo stadio di Trieste) e le Brigate nere cantavano a squarcia gola nelle città del Nord dopo avere impiccato un pò di partigiani. Allora uno dei loro ritornelli ossessivi era " Le donne non ci vogliono più bene perché portiamo la camicia nera..." Non è più vero, ragazzi.  C'è chi discute sulla utilità del giorno della Memoria. Ci pensa la politica di queste elezioni comunali a mostrare che la memoria serve. Serve a rovescio. Direte che la Mussolini era già in politica e che, a parte la vena folkloristica, non è migliore né peggiore degli altri politici. E' vero, ma è mutata la combinazione. Il bartender Marchini adesso ce la serve nel suo nuovo drink che farà sognare Roma, come garanzia di cose nuove, di accostamenti diversi, e, finalmente, di “pacificazione". Strana vicenda nella quale, se sei un vecchio  arnese di sinistra sei chiamato a scordare il passato come un ingombro e a partecipare alla grande amnesia di Duccio Trombadori. E se sei di destra conservi  tutto e porti con te, con un certo orgoglio,  ciò che ti apparteneva, e le memorabili imprese del tempo,   dal 16 ottobre 1943 alle Fosse Ardeatine ( e non si dimentichino, quelli della fu sinistra, di vergognarsi,  ogni volta, di via Rasella ). Cosa ne direste di una via Kapler , e di un largo Priebke, una volta insediate le nuove giunte, tanto per mostrare che Roma capitale non porta rancore e non è così provinciale da trascinarsi dietro il passato? Beh non ci resta che aspettare l'esito di queste strane elezioni romane giocate  all'indietro, per sapere cosa fare nel tempo libero che prima era "il Giorno della Memoria" prima era la persuasione che ci fosse un nesso tra Liberazione e Costituzione.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –06– maggio -2016 pag. 16

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