Il Fatto Quotidiano
IL SENSO(E IL SENTIMENTO) DI ALFANO PER RIFUGIATI

Caro Furio Colombo,

Giorni fa ho visto in televisione il ministro dell'Interno, circondato da sottoposti, nei pressi di Ventimiglia, dove aveva appena chiuso un posto di accoglienza, dire testualmente ai suoi sottoposti: " Noi lavoreremo con un obiettivo, quello di non farli arrivare al confine. Se lo capiscono con le buone non partono, se non lo capiscono con le buone li faremo scendere prima, e dovremo organizzare un serio controllo, perchè da qui in Francia non ci arrivano”. E questo sarebbe il buon cristiano che veglia in ferrovia per non far passare i propfughi, e in Parlamento per non far passare  i gender?

Raimondo

Chi segue l'attività dirigenziale e ministeriale dell'attuale ministro dell'Interno italiano ( il più importante da quando Renzi si è attribuito la responsabilità diretta di tutta la politica estera, diventa inevitabile rendersi conto del dislivello fra la gravità  del compito (  sopratutto negli ultimi anni, negli ultimi mesi ) e la inadeguatezza del ministro , che calibra  ogni sua azione non in risposta o anticipo dei fatti reali, che sono urgenti e drammatici, ma nello spazio, molto modesto, del suo piccolo partito che, con acrobazie anche un pò azzardate, gioca i tre giochi della destra classica ( non passi lo straniero e viva i confini ), di rapporti minimamente accettabili con l'Europa ( la finzione di Shenghen ), di estrema debolezza di fronte al comportamento prepotente delle altre destre europee (  gradite ai suoi peones ). E dunque non sa e non può tener testa con decoro al prepotente governo austriaco perchè  è ( o sta per essere ) la destra che lui  stesso vorrebbe rappresentare. Obbedisce alla Francia, che non vuol saperne ne di problemi italiani ne di libera determinazione di colonne di profughi che vogliono passare oltre i nostri confini e, stando  alle leggi europee, e alla Carta  dei Diritti dell'Uomo dell'Onu, ne hanno diritto. Chiudere, oggi, il centro di accoglienza di Ventimiglia ( non domandiamoci che tipo di accoglienza poteva essere, in un Paese che non ha mai preparato strutture minimamente dignitose di accoglienza per esseri umani in fuga  con le loro famiglie ) è un cieco atto di sottomissione alla Francia, come lo è schierare la polizia italiana al Brennero, che l'Italia non ha mai chiuso. Nel frattempo  le guerre continuano, e dunque le fughe, e l'Europa continua a rispondere con atti che la spingono ogni giorno di più all'inesistenza. Una volta capito che Alfano non farà mai nulla di utile per la mancanza fatale di sentimenti, di idee e di capacità organizzativa, perchè Renzi, che ha così tanto tempo libero per sgridare i suoi gufi, non si prende l'interim degli Interni, visto che è un rovente e urgente argomento che il presidente del Consiglio mostra di capire? Per carità, non sto suggerendo un  “rimpasto". Alfano può restare  al Viminale, sollevato da pesi che non  sa reggere e anzi non vede, e qualcun altro può continuare a salvare vite e a fronteggiare una Europa sorda e insensibile. E' urgente provare, e questa ( concordo con Padellaro su "Il Fatto" dell'8 maggio) è la sola cosa su cui a Renzi darei  la fiducia.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –10– maggio -2016 pag. 12

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