Il Fatto Quotidiano
SOSPETTI TERRORISTI, COME INDAGARE NEL SOMMERSO DEL B&B

Caro Furio Colombo,

Sono sempre un po' stupito quando apprendo che sono stati identificati, qua e là per l'Italia,  individui pericolosi e forse inclini al terrorismo di tipo islamico. Una osservazione: ricordo parecchi arresti ma nessun processo o condanna. E una domanda: come se la cavano gli indagatori, in città come Roma, dove quasi ogni condominio  ospita  almeno un "Bed and Breakfast", ovvero appartamenti affittati notte per notte  in cui molta gente  sosta per poco tempo, con contratti fatti in rete, senza  contatti o controlli  umani?

Luca

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Condivido le due osservazioni. Negli ultimi mesi i personaggi sospetti, qualcuno munito di mappa e altri di sospette  fotografie sul telefonino, sono stati arrestati,  come sappiamo da notizie ripetute, allarmanti e di fonte certa. Ma non ricordo alcun caso che si sia allargato in indagini che comprovano o confermano. E' possibile che  sia utile non diffondere notizie del genere fino al processo. Ma non ricordo alcun processo.  Si tratta di annunci prematuri o di situazioni a cui è bene non dare pubblicità? Ma si può fare, nei percorsi giudiziari,  che sono tutti ( o quasi tutti ) pubblici e pubblicamente  raccontati?  Poiché questo tipo di notizia si unisce all'altra, dell'alto funzionario europeo che all’improvviso  dice di sapere che in ogni  sbarco sulle coste italiane  vi sono probabili agenti del terrorismo islamico, affermazione spesso ripetuta e sempre senza conferma nei fatti, non riesco a spiegarmi il tipo di annuncio. Produce   scetticismo, abitudine e poca attenzione. Noto questa poca attenzione per esempio,  negli alveari di appartamenti cittadini (a  Roma,  a migliaia )  dichiarati, in rete,  disponibili per vacanze " bed and breakfast”, in cui la transazione  avviene in rete, il soggiorno (di solito  una o due notti)  è prepagato, e non esiste controllo umano, come sanno gli altri condomini,  in edifici ( moltissimi ormai ) in cui si è installato questo traffico, fittissimo nel centro storico  e anche in  aree definite " sensibili" di Roma.  E' frequente lo spettacolo di gruppi con indescrivibile bagaglio che aspettano di  notte, davanti a portoni chiusi, si accodano a un inquilino che entra o che esce dall'edificio  per occupare lo spazio del piano terreno, e restano  in attesa di un incaricato, dopo avere digitato varie volte numeri sbagliati tratti dai messaggi in rete. Di solito questo incaricato, che non conosce il proprietario e non sa niente degli affittuari, giunge ( a volte dopo ore) con il solo compito di consegnare  le chiavi. Ma  non sempre sa dare  l'indicazione del luogo in affitto per quel gruppo in attesa carico di bagagli e privo di informazioni, con il rischio, non infrequente, di svegliare persone estranee al nuovo tipo di soggiorno “ turistico”. Possibile che nessuno abbia pensato che c'è forse qualche rischio in questo  nuovo  modo di arrivare e di partire senza alcun  controllo o verifica, in una città come Roma dove i " Bed and Breakfast" ( detti B&B ) sono migliaia ( molti in uno stesso edificio ) e dove si arriva e si parte senza contatto umano ( salvo il disturbo agli altri inquilini ) quasi sempre di notte?

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –13– maggio -2016 pag. 16

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