Il Fatto Quotidiano
CONTINUA A CRESCERE LA DESTRA IN EUROPA

Caro Furio Colombo,

Sono preoccupata ma anche stupita. Qual è la ragione di una crescita così impetuosa della destra in Europa, mentre anche piccole parvenze di sinistra ( i socialdemocratici austriaci ) scompaiono quasi di colpo ?

Amelia

C'è una somiglianza tra gli anni in cui viviamo in Europa  e la seconda metà degli anni Trenta. Le caratteristiche erano ( e sono ) grande debolezza  di governi e istituzioni, trasformismo continuo delle aree moderate e " benpensanti" ( come si diceva allora ) che, in cerca di protezione, cercano di avvicinarsi a chi sembra più deciso e più forte, e di accomodarne le volontà anche assurde e pericolose. Si pensi alla pretesa, che non provoca ondate di ripulsa e di offesa, di un assasino autore di strage come Brevik  ( il nazista norvegese ) che pretende  di fare il saluto nazista nell'aula del tribunale che lo processa,  e lamenta  che i suoi diritti siano violati da una inadeguata prima colazione del mattino, Quello che colpisce è il cedimento immediato delle autorità di quel Paese, che diffonde una impressione di rispetto e paura ( anche se non sarà vero) piuttosto che di preoccupazione per la qualità dei diritti di chiunque,  e dunque anche di un criminale  nazista. Quella di Brevik è una sorta di parabola, anche se estrema, che ci aiuta a capire perché i sentimenti peggiori hanno rapidamente prevalso su quelli migliori ( non in quanto  " buoni" ma perché ragionevoli e utili ). Dovunque, in una Europa indecisa, impreparata e spaventata da un fenomeno che aveva già vissuto a rovescio appena un secolo e mezzo prima ( vaste emigrazioni tedesche, italiane, irlandesi, balcaniche, di ebrei russi ) reagisce incerta, stordita e poi sempre più favorevole al pensiero nazional- provinciale delle frontiere chiuse per non accettare chi vuole migrare in Europa.  Mentre ciò che si chiamava "la sinistra" dovunque   ha lavorato ( e lavora ancora ) ad autoliquidarsi, con vergogna e imbarazzo per avere coltivato la strana idea dell'uguaglianza e della difesa del lavoro, la nuova destra è cattiva  come in passato ma vuole poco, solo un po’ di territorio, frontiera e bandiera, purché il nuovo stato-nazione sia isolato e auto- segregato nella paccottiglia  di non si sa quali memorie. E' a questo punto che - forse attratta da tanta debolezza - compare la minaccia islamica, che non è poveri contro ricchi  ma ricchi e padroni di molto ( con molti schiavi e un mare di sottomessi ) che crede ancora nel " pugnale nella mano e la fede in fondo al cuor" di cui parlavano gli inni fascisti insegnati ai bambini negli anni Trenta.  Dunque un mondo vecchio e feroce  islamico che sfida un mondo vecchio e feroce europeo  aggrappato a relitti di ciò che era stata la destra. Mentre ciò che è stata la sinistra, educatamente tace per non apparire estremista.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –14– maggio -2016 pag. 10

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