Il Fatto Quotidiano
STEPCHILD ADOPTION, MEGLIO ORFANO CHE MALE ACCOMPAGNATO

Caro Furio Colombo,

Non  riesco a capire il furore della destra e le intimazioni dei vescovi contro le adozioni delle famiglie gay.

Marcella

….

Si tratta di due ragioni distinte. Le destre ai portano ancora addosso il vecchio disprezzo e la batteria di luoghi comuni per coloro che non sono identici  a loro. E' lo stesso stimolo elementare che li induce a invocare confini,  in un mondo che vive ( materialmente ) di porte aperte, che non conosce, tra i suoi pericoli (tanti  ) la guerra di territorio, e dove il migrante accolto è un normale gesto di umanità che non contraddice alcun valore e non mette in pericolo niente e nessuno. Basti pensare all'Inghilterra, il Paese più fervidamente  legato a usi e costumi e simboli e memorie e modi di vita tradizionali, che  intanto condivide le sue città con un mondo di non inglesi,  fra cui alcuni premi Nobel. Quanto all'ostilità verso i  gay, fa parte  di quella esaltazione dei  " veri uomini" così tipica dei battaglieri fascismi del passato. Viene voglia di pensare che il febbrone passerà, perché non si può stare così a lungo fuori dal mondo. Stupisce, nella estrema destra cattolica alla Gandolfini e nelle squadre aggressive dei vescovi guidato da Bagnasco  ( non tutti, tanti vescovi tacciono,  per amore, suppongono, della chiesa e dei fedeli ),  il vegliare giorno e notte affinché  un matrimonio non assomigli all'altro, definito "quello vero"  e tenere ben chiusa la porta all'adozione di bambini nelle famiglie gay. Il più crudele, naturalmente è opporsi all'adozione del figlio naturale di uno dei due. E' crudele e insensato perché viola, altera e peggiora tutto il quadro delle vita che riguarda quel bambino. Evidentemente la alta persuasione morale  di certa destra e di certo vescovi e vescovi è che  per un bambino è "meglio orfano che male accompagnato". Ma è crudele e insensato anche il frenetico divieto della maternità surrogata ( non si vergognano di chiedere la prigione e di farne  un "reato universale") che può, certo, essere un brutto sottobosco di certe compravendite, come la vendita di un rene, ma può anche essere una donazione o un gesto libero e spontaneo per tante buone ragioni che chiunque conosce o intuisce. L'ostinazione del rifiuto porta a non vedere che il mondo è già pieno di bambini "surrogati" che sono felici e hanno reso felici, migliaia di famiglie. Quanto al continuare a dire che quel "matrimonio" non è un matrimonio, si tratta di una reazione nervosa causata dal potere perduto, che prima o poi passerà, insieme a coloro che ignorano tutta la Costituzione salvo la loro interpretazione del che cosa è famiglia.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –18– maggio -2016 pag. 12

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