Il Fatto Quotidiano
LA DESTRA CRESCE. MA RIMANE PICCOLA PICCOLA

Caro Furio Colombo,

L'espandersi della destra in tanti Paesi europei e in ciò che chiamiamo  Occidente ci da notizie sulla fine della sinistra e di un grande spazio vuoto. Ma nessuna di queste destre - dall'Austria alla Norvegia - è " grande": non nei sogni, non nei progetti, non nelle visioni che circolano. Che destra è?

Valerio

Se la sinistra si è consumata amputando sempre di più pretese, attese, richieste, aspirazioni,  ideali, e chiamando sempre di più in causa buone  soluzioni " pragmatiche" raggiungibili solo cambiando faccia, percorso e valori, la destra è emersa dal più modesto angolo della vita contemporanea: negare le ormai intense connessione del mondo, invocare  la cacciata degli estranei, esigere  la chiusura delle frontiere. Questo significa una appassionata e patriottica marcia verso  il sempre  meno e una aperta, deliberata rinuncia a qualunque tipo di affermazione e autorevolezza al di fuori  dei propri confini. Se la sinistra ha rinunciato alla difesa mondiale del poveri e del lavoro ( non per aver capito l'immenso rischio della violenza  di qualunque rivoluzione , ma per avere escluso del tutto il valore della difesa dei poveri e del lavoro, ormai inseriti nel sistema sociale di chiunque sia proprietario ),  la destra ha perso ogni  visione di grandezza  nazionale,  di autorità e diritto di decidere senza il consenso degli altri,   riducendo il " nemico" ( sacrosanta necessità della destra ) ai rom e agli immigrati. In apparenza  rimangono delle differenze di scuola.  Naturalmente ci sono molte destre. Vediamole. C'è una destra economica che si regola secondo gli interessi dei grandi flussi di capitale. Si confronta discrezione solo  con l'una o con l'altra aggregazione di potere del mondo, ottenendo assensi non capiti e non spiegati, che cambiano ogni  equilibrio politico senza passare dalla politica. C'è una destra tradizionalista che ripone le sue visioni solo nel passato: la vera famiglia, la vera chiesa,  parlamenti obbedienti a tutto ciò che viene prima,  e s che barrano la strada a tutto ciò che viene dopo. E c'è una destra fondata sui confini, sulla tribù, sul villaggio, sulla esclusione di ogni diverso, sulla negazione di diritti ai più deboli, di  qua il campanile, di là le cannonate in mare per affondare i barconi, ma solo se trasportano  esseri umani. Le merci sono gradite. E' un mondo sgradevole, come vedete ( e come la vita quotidiana ci insegna) . E'  un mondo piccolo, claustrofobico, senza desideri e senza sogni. Sarebbe un incubo, se non fosse la realtà.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –20– maggio -2016 pag. 18

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