Il Fatto Quotidiano
PROGETTO ALFANO: LE FRONTIERE LIQUIDE

Caro Furio Colombo,

Sono stato colto di sorpresa dalla nuova proposta anti-migranti del nostro ministro dell'Interno Alfano: piattaforme galleggianti come le trivelle, per selezionare con calma, lontano dal suolo  patrio, le pretese degli emigranti.

Angela

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Il caso di Alfano, per usare un termine del suo giro, è il caso di un recidivo. Non si contano le cose sbagliate che gli è capitato di dire, senza tener conto della sua responsabilità e senza chiedere consiglio in un mondo ricco di esperienza e di prudenza, nel dire e nel fare. Qui per fortuna non ci sarà un fare, ma il dire è sorprendente. Un ministro dell'Interno propone di mettere in mezzo al mare i posti di controllo, verifica, identificazione, valutazione e decisioni deirifugiati e migranti. La sua comunicazione è un po' come la telefonata di una signora irata  che irrompe in radio di prima mattina nel corso di una trasmissione giornalistica per dire al telefono il suo furore per il campo rom  troppo vicino, e quello che farebbe ( non proprio civilissimo) per risolvere il problema. Alfano  sorprende  e disorienta perché  ha potere. Ministro o personaggio di potere da sempre ( per quanto gli italiani viventi  ricordino ) Alfano appartiene alla classe dirigente italiana  che ha discusso tutto il tempo del  crescente problema dell'immigrazione, che incombe sull'Europa e soprattutto sull'Italia, ma non ha fatto nulla, salvo la pessima legge Bossi- Fini, per affrontare il problema, niente luoghi di accoglienza intesi come soccorso, non come prigione, l'Italia delle case, delle scuole , delle caserme abbandonate  trasformate in luoghi  per sopravvivere con decenza. Ha ridotto l'Italia, Paese ovviamente  esposto al primo impatto dell'esodo  nelle condizioni di un Paese piovoso in cui non si fabbricano ombrelli. Ha accolto e adottato tutte le bugie leghiste, negato che due terzi dell'Africa fosse in guerra, fingendo di ignorare che  le guerre del Medio Oriente e del Mediterraneo  di cui, in un modo o nell'altro eravamo parte, avrebbero  per forza  rovesciato  decine di migliaia di  profughi, finto che si potessero stipulare  accordi di " rimpatrio" per coloro che fuggivano dalla morte certa nel loro sfortunato Paese, immaginando  di risolvere tutto con la solenne condanna dei " trafficanti di carne umana",  in un mondo in cui non esistono corridoi umanitari e in cui la fuga coinvolge soprattutto non uomini in cerca di lavoro ma famiglie con bambini in cerca di salvezza. E adesso, senza imbarazzo, propone la frontiera in mare, l'ufficio certificazione galleggiante,  l'accertamento, anche burocratico e diplomatico, delle varie provenienza, in mezzo alle onde. In questo modo nessuno straniero tocca il sacro suolo della patria e Meloni e Salvini possono offrire nuovi sacrifici al loro dio della cacciata dei profughi. Non male per qualcuno che governa e rappresenta  un'Italia che ti chiedono di approvare con referendum gigante.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –21– maggio -2016 pag. 10

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