Il Fatto Quotidiano
SI PUO' E SI DEVE DARE LA GRAZIA A DELL'UTRI ?

Caro Furio Colombo,

Sta girando l'idea di concedere la grazia all'ex sen. Dell'Utri che si sente male in carcere. Mi sembra umano. Ma è giusto?

Elvira

Poichè ne stiamo parlando nei giorni in cui si dedicano scritti e pensieri a Pannella, mi sembra certamente umano non lasciare in carcere una persona anziana e sofferente. E mi sembra giusto se si giunge alla decisione non con l'espediente della grazia ( che, se fossi Mattarella, non saprei come motivare ) ma con quello di una legge di due righe che manda a casa tutti i detenuti vecchi e ammalati. Il limite dei 70 anni da un lato e quello della malattia incompatibile con il carcere dall'altro, mi sembrano un modo ragionevole e serio di affrontare il problema. L'attuale ministro della Giustizia, Orlando, che mostra attenzione e anche prontezza ai casi di questo genere, dovrebbe guardarsi dal creare un caso dell'Utri, e usare l'occasione per fare subito ciò che è umanamente giusto fare: tutti i  detenuti anziani e malati (e non stiamo parlando di raffreddore ) vengono messi in condizioni di curarsi in libertà, indipendentemente dal tipo di condanna ( fatto salvo, in alcuni casi, il rispetto per le vittime ). Dell'Utri è il tipico colletto bianco che raramente  va in prigione e che in prigione  soffre di più. Ma le due buone ragioni sono l'età e la salute. E sono buone ragioni solo se riguardano  tutti gli altri anziani malati che rischiano, ogni giorno e ogni ora, di morire mentre sono ancora nelle nostre prigioni. La domanda di grazia offre al ministro Orlando l'occasione, se sarà seguito dal rifiuto,  di non creare un caso privilegiato e impossibile da motivare,  l'opportunità di una decisione giusta e umana per tanti. Un buon espediente sarebbe una sospensione della pena in carcere, in base ad alcuni criteri di età e di giudizio medico (immediatamente pubblici e immediatamente richiesti a tutte le carceri  ) in attesa  di una legge che difficilmente  arriverebbe subito. Il riguardo all'età e alla malattia è un buon segno di civiltà di un Paese che migliora se stesso. La grazia a un privilegiato sarebbe una offesa per tutti, e soprattutto una grave ingiustizia verso gli altri detenuti nelle stesse condizioni.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –25– maggio -2016 pag. 12

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