Il Fatto Quotidiano
BOSCHI, RENZI E I PARTIGIANI: UN INCAUTO COLPO DI GIOVINEZZA

Caro Furio Colombo,

Sono meravigliato della frase della Boschi  sui " veri partigiani" e della strana correzione di Renzi che, nonostante l'unanime decisione per il no del  Congresso dell'Anpi, continua a ripetere che ci saranno partigiani per il si e partigiani per il no, e che lui i partigiani li  "rispetta" tutti.

Giuseppe

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Renzi per una volta intende essere buono  e chiudere il conflitto strambamente provocato dalla Ministra Boschi con il suo infelice tributo ai "partigiani veri", ( quelli che  approvano questa  riforma costituzionale ) implicando  l'esistenza di partigiani falsi che voteranno contro.  La frase, azzardata e davvero male espressa, ha indotto Renzi a cercare una più decorosa via d'uscita.  Infatti i suoi interventi sono, di solito,  di scherno e condanna per qualcuno che gli ha dato torto. In questo caso l'intera assemblea dei Partigiani d'Italia ( esito inevitabile dell'intervento Boschi) si è schierata per il no alla proposta  costituzionale Boschi- Renzi. Ma Renzi ha scelto  di non riaprire l'infelice querelle e di dire che " noi abbiamo rispetto per tutti i partigiani": Considerato che lui, Renzi, e la Boschi e tutti i ragazzi che brulicano intorno a  Palazzo Chigi, devono la loro ( la nostra) esistenza libera ai partigiani,   "rispettare" è un po' poco. Stiamo parlando di  chi ha messo in gioco la vita contro oppressione, persecuzione, sterminio. Stupisce che Renzi non si sia  ricordato del generoso riconoscimento  offerto  dall'allora presidente della Camera  Luciano Violante ai " ragazzi di Salò", che sono stati accolti a braccia aperte nella nuova democrazia.   L'incidente però serve per rendersi conto della portata del danno che i colpi di giovinezza un po'  sventata di Renzi e il senso di piena e allegra libertà di cui si sono sentiti portatori le ragazze e i ragazzi del suo governo, hanno recato al Paese. Questo danno infatti non si limita al testo e al funzionamento ( forse impossibile ) della Costituzione  malamente modificata,  che ha arruolato per il No tutta la prima fila della cultura giuridica e umanistica italiana. Il danno, forse il più grave, è stato di avere deliberatamente e intenzionalmente spaccato il Paese, rendendo  impossibile ogni progetto e lavoro insieme, a causa del disprezzo che è stato rovesciato in grande quantità sui portatori di ogni obiezione, anche modesta, anche se fatta di soli dubbi e incertezze. Renzi, Boschi e compagni, hanno spaccato con cura il partito, gli esperti, la vita culturale che ha gravitato sempre verso sinistra e anche verso il Pd, il mondo dell'informazione e quello accademico, curando ogni dettaglio di questa operazione, anche per garantire ai " contro" la certezza del non ritorno. E dando alla lista di "si"  che alla fine governo e soci si sono formata da soli, uno sgradevole ( e ingiusto) senso di favore al potere, che non potrà non essere ricambiato  in tempo di nomine.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –28– maggio -2016 pag. 10

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