Il Fatto Quotidiano
NUOVA POLITICA: VEDI ALLA PAROLA POPOLO

Caro Furio Colombo,

Mentre si sciolgono i partiti, che sono tutti troppo sbiaditi per essere identificati a distanza, leader, organizzatori e promotori cercano il popolo. Esiste ancora? Che cosa è esattamente “ il popolo”?

Isabella

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Il  problema  dei partiti ( tutti i partiti)  è che se  la modernità impone di stare alla larga dalle ideologie è necessario, ogni volta, avere un piano pratico per ogni singolo evento o problema.  Non tutte le guerre ma questa guerra, non tutta una visione della finanza e delle banche nel mondo, ma la crisi di questa banca, o di questa avventura finanziaria,  non il fenomeno  dello spostamento migratorio,  ma la percentuale  dei migranti di oggi, in Sicilia, o al Brennero,  che cresce o che cala; non il problema della salute dei cittadini ma il numero di posti letto, questa è la  fatica quotidiana di chi vuole governare. E' una fatica improba che attrae, divide, respinge, allarga o scioglie la folla in piazza, ma produce sempre adesioni che durano poco e repulsioni frequenti. La vera e dura conseguenza, però è che i partiti sono contenitori vuoti, utili per la nomenklatura e per la scheda elettorale, ma senza interni, senza una casa, senza un richiamo, senza un luogo dove andare o di  cui fidarsi, senza condivisione e calore, senza alcun rapporto affettivo o anche solo di qualcosa paragonabile alla tifoseria. Il riaggiustamento continuo crea un mercato politico, o meglio una borsa che ogni lunedì giornali e telegiornali trasformano in più o meno attendibili sondaggi. Sono ormai un bollettino che consente ai cittadini ( proprio come agli investitori di borsa ) di avvicinarsi o allontanarsi da questo o quel leader e gruppo, secondo  criteri che appartengono a  quei dati, incoraggianti o scoraggianti, non alla nostra vita. Non sto parlando di opportunismo e di carro del vincitore. C'è sempre stato e certo conta di più adesso, in un mondo sgombro da ideali. Ma i partiti, invece che essere luoghi di partecipazione e di vita in comune ( compresi i legami umani di condivisione e di sostegno reciproco) sono aziende quotate con i loro numeri, che oscillano fra disprezzo e ammirazione ( e dunque una inclinazione per un voto o per un altro) a seconda delle quotazioni. Tutto ciò, ovviamente, non ha nulla a che fare con ciò che un tempo si chiamava  “popolo”. E quando leader come Renzi, Salvini o Meloni usano questa parola  nei loro talk show , appaiono fatalmente fuori tempo. Fuori tempo non e ' Beppe Grillo. Il suo mondo coincide più di ogni altro con il mondo di borsa che conosce regole ma non conosce affetti, sa come punire, anche in modo esemplare, ma il premio è strettamente individuale. Ognuno faccia la cosa giusta, e qualcuno avrà la sua vittoria, solo e libero, come in rete. Ci sono generazioni ( che secondo l'Inps sono ormai troppo numerose ) che non hanno alcuna chiave per capire un  mondo che funziona solo in rete. E si domandano dove sia finito quello stare insieme  umano, civile, politico che, a volte,  chiamavamo popolo.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –01– giugno -2016 pag. 12

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