Il Fatto Quotidiano
FESTA DELLA REPUBBLICA: UNA RAGIONE IN PIU'

Caro Furio Colombo,

Ma non ti sembra che questo 2 Giugno sia una festa incompiuta?  Non è  ancora la Storia, perchè  tanti si sono dimenticati di come ci siamo arrivati, e non è più la memoria ( ormai poche voci esemplari ) di ciò che  è accaduto davvero quel giorno . Io non c'ero, ma mi sento a disagio, come se sentissi il vociare di una festa in casa d'altri.

Michele

….

Interpreterei il disagio così: abbiamo fatto molto, e siamo giustamente  orgogliosi, per la ricostruzione  materiale del Paese. E  abbiamo fatto poco-niente per osservare e attuare  la Costituzione della Repubblica, cioè la  ricostruzione morale. Infatti siamo  la Repubblica  in cui un politico  può  impunemente dire, di  una ministra nera di un nostro governo,   che assomiglia a una scimmia, e continuare a fare il politico. E altri, più rispettabili personaggi  della stessa Repubblica, proprio nei giorni di questa festa, affermano senza imbarazzo, e in mezzo alle stragi e alle migliaia di morti  affogati che " faremo gli "hotspots" in mare in modo da provvedere subito al “rimpatrio”. Dispiace non avere più un attore come Alberto Sordi per vedere al cinema la scena dello "hotspot" a bordo , e la procedura di rimpatrio diretto,  dalla corazzata,  della famiglia ritenuta "non meritevole". Nonostante lo spregevole  livello di molti che, con gli stessi intenti umanitari del fascismo, contano oggi in questo Paese, come contavano quando l'Italia era una monarchia golpista, resta una grande ragione per celebrare, una ragione che, sfortunatamente , memorie corte,  e convenienze di aggrovigliate  alleanze,  suggeriscono di non ricordare. La grande ragione è che il voto del 2 giugno  ha cancellato la dinastia di un re che ( unico in Europa ) aveva firmato le leggi razziali di Hitler e Mussolini. Il Giorno  della Memoria  ( 27 gennaio, abbattimento dei cancelli di Auschwitz) serve per ricordare l'immensità delle vittime e la forza di un popolo che, nonostante l'orrore della Shoah, resta popolo e diventa Stato. Il Giorno  della Repubblica è dunque festa grande. Serve  a celebrare la cacciata dei Savoia e la cancellazione di ogni diritto di governare per la casa reale che aveva cancellato ogni diritto  di  viverre degli ebrei italiani, e si era associato, con fervida collaborazione, al progetto di sterminio nazista. Siamo una Repubblica deformata dalla corruzione che sta andando a sbattere contro riforme sbagliate. Ma la cacciata del re delle leggi razziali merita tutte le celebrazioni  e i ricordi di quel giorno che ha ridato onore all'Italia.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –02– giugno -2016 pag. 10

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