Il Fatto Quotidiano
MILANO, INDOVINA CHI PUO' ESSERE IL NUOVO SINDACO

Caro Furio Colombo,

I giornali  americani fanno sempre un "endorsement " o dichiarazione di sostegno per l'uno o per  l'altro candidato, subito prima di un voto. Il tuo, a Milano?

Anna

….

Non voto a Milano. Ma saprei per chi votare e non capisco perché non sia chiaro a tanti milanesi in questi giorni. Voterei per Marco Cappato, e per la sua lista radicale. Cappato è un uomo  giovane che non punta sull'anagrafe  come valore ma su due tipi di indiscutibile esperienza: la politica, come proposta, confronto e scontro di valori. E la conoscenza quotidiana di luoghi politici intesi come Comuni o Regioni. Cappato è attivo  da anni nella vita cittadina milanese , nel senso di  presenza, osservazione, sorveglianza, delle decisioni arbitrarie, convenienti o illegali e dei loro protagonisti. Cappato è da anni al Comune di Milano come consigliere e rappresentante di  un partito che ha sempre cercato soluzioni - anche se diverse  e sorprendenti, e si è sempre impegnato a sbarrare la strada, da Radicale, al partitismo  conveniente delle  decisioni concordate e dei conseguenti vantaggi. I milanesi dovrebbero  sapere  che, a parte le doverose denunce anche giudiziarie nei casi di evidente eppure ignorata  illegalità, Cappato non è un grillo parlante che offre continuamente lezioni del come si fa agli altri, immaginati come inferiori. Non dimenticate il senso di concretezza e di immaginazione che è stato per decenni il contributo  del suo partito  nel difficile Paese Italia. Vuol   dire presentare  piani in luogo di discorsi e cercare collaborazione molto prima di scontri,  vuol dire che non conta il vanto ma l'impegno, e il fare insieme solo se visibile, solo se c'è un continuo rendere conto, anche nei dettagli, ai cittadini. Date un'occhiata al suo curriculum, che è un intenso e laborioso andare e venire fra la politica nazionale e quella di Milano, fra il partito ( e i molti compiti  che in esso ha avuto in ambito nazionale e internazionale ) e l'assidua presenza e partecipazione da eletto a Milano. E  scoprirete che non avete bisogno di manager di medie imprese  ( o meglio: di  manager di media grandezza in imprese anche grandi ) per affrontare l'enorme macchina di  Milano. Dopo il  governo equilibrato   di Pisapia, dopo la strana avventura dell'Expo,  di cui continua a mancare un serio rendiconto, dopo la trovata aziendale di Berlusconi, dopo i tanti palchi vuoti, non si potrebbe provare  con qualcuno che ha una certa naturale capacità di guida, una certa immaginazione, una certa esperienza, una certa simpatia umana, e sta in piedi da solo?

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –03– giugno -2016 pag. 16

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