Il Fatto Quotidiano
PER IL PROSSIMO 2 GIUGNO: LA PARATA NON E' UN CORTEO

Caro Furio Colombo,

Quello che è accaduto in via dei Fori Imperiali. A Roma,  la mattina del 2 giugno mi è sembrata una strana confusione, tra parata militare e raduno di cittadini di settori e di attività diverse. Militari in parata,  e civili che passeggiano non sono la stessa cosa e non si possono usare gli stessi rituali. Sarebbe meglio decidere in che modo si vuole celebrare la Festa della Repubblica, prima di farla.

Arrigo

Infatti una prima osservazione potrebbe riguardare la sfilata dei sindaci, alcuni tentati dal cercare di andare al passo e altri deliberatamente sciolti. Una seconda osservazione potrebbe riguardare i giovani del Servizio Civile. Da quando il servizio militare è professionale e non di leva, il Servizio Civile ( che certo è molto importante e copre spazi cruciali della vita di comunità) è un volontariato. Perchè allora non includere altri importanti volontariati, dalla Comunità di Sant'Egidio ai Medici senza Frontiere? Queste però sono domande che incoraggiano la confusione che, come giustamente osserva il lettore, si è vista il 2 giugno. La vera questione è che una parata non è un corteo, e che le modifiche a ciò che - dai tempi del presidente Ciampi, è diventata di nuovo una parata militare con armi e soldati, non si presta a ritocchi improvvisati e occasionali. Preciso che, con tutto il rispetto per la parata militare e i suoi partecipanti, non sono mai stato sicuro che un evento militare  fosse il modo giusto ( e anzi, come pensano molti, il solo modo possibile) di celebrare la data più importante  di identificazione di un Paese. Però le passeggiate davanti alle tribune di persone meritevoli  di vario tipo ( che ovviamente  non possono comportarsi con  quel minimo di coreografia e di disciplina che è tipico delle parate militare ) non può risolvere, come si è visto, il problema. Osservando l'evento provocava disagio l'evidente non sapere che cosa fare dei non militari. Se poi su tutto questo misto di  militare e civile, di camminata libera e di bersaglieri che corrono con piume e trombe  si fanno saettare in cielo, a bassa quota, e con un rombo di motori che, purtroppo, è di guerra, le Frecce tricolori, il disorientamento, di chi partecipa e di chi osserva, diventa più grande. Il lato negativo è il senso di  incertezza. Per chi è il tributo,  e chi lo offre a chi? Ma c'è un lato positivo. Si è scoperto che la celebrazione della Festa della Repubblica può essere benissimo un corteo, e che il tema può variare di anno in anno. L'idea inevitabile del 2016 avrebbe dovuto essere : la Repubblica ringrazia i marinai e tutti corpi militari che stanno salvando ogni giorno tanti  esseri umani nel Mediterraneo. E celebra tutti i volontari  ( cominciando dalla sindaco e dal medico di Lampedusa ) che non smettono mai di essere dove c'è bisogno della loro presenza e del loro lavoro. Insomma, sia la Repubblica, sia coloro che hanno partecipato alla parata o alla passeggiata, meritano di più.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –07– giugno -2016 pag. 12

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