Il Fatto Quotidiano
COME DIFENDERE LA TUA FAMIGLIA

Caro Furio Colombo,

Uno strano manifesto firmato "ProVita" è apparso varie volte su alcuni giornali a piena pagina e dunque con una spesa di decine di migliaia di euro ( ovvero una somma che avrebbe salvato molte  famiglie che - ci dice l'Istat - vivono  sotto il livello di povertà). Qui però il costoso appello chiede un'altra cosa, che si spiegherebbe solo se pubblicato ad Aleppo. Dice:" "Difendi la famiglia e i tuoi figli". Da chi? Che senso ha?

Alberto

Fa luce il resto del testo,  che  è di evidente disappunto per qualcosa di cattivo  (nonostante l'apparente dolcezza di una immagine di uomo evidentemente impegnato  a proteggere la sua   donna e il suo bambino). Come ci dice l'intestazione,  donna e bambino sono in pericolo. Ecco la descrizione del pericolo, che appare del tutto al di fuori della cultura contemporanea ( sia religiosa sia  laica ) e immersa in una cupa notte di minaccia dei diversi: " Il bene comune può essere realizzato SOLO ( notare la sottolineatura) attraverso la promozione senza compromessi della Vita e della Famiglia naturale fondata sul matrimonio”.  Fino  a questo punto siamo di fronte a uno di quegli ultimatum che abbiamo sentito in alcuni strani comizi, apparentemente religiosi ma senza Chiesa, in cui si fanno sfilare coppie di speciale fertilità,  dedite alla produzione di  decine di figli, e si  annuncia  presunti  gravissimi pericoli per le famiglie e i bambini, pericoli  che non   hanno  alcun  rapporto con fatti e persone realmente  esistenti. Ma la strana pagina illustrata con  l'immagine di mamma, papà e bambino tipo fuga in Egitto, è molto lontana dallo spirito delle stesse immagini tramandate dall'arte cristiana per secoli. Qui c'è rabbia. E decisione a creare posti di blocco. Scrive l'organizzazione ( che non rende noto alcun nome di persona fisica ): " ProVita ha pubblicato un Patto per la famiglia naturale ( qui trattata come se fosse un cibo, ndr) con il quale i candidati sindaci  si impegnano a difendere la Famiglia, la Vita, i bambini e a lavorare nell'interesse e per il maggior bene di tutto il popolo della realtà territoriale  in cui sono candidati”.  Tutto il popolo? Ma allora qui si chiude la ferita appena aperta,  e si spegne la rabbia. La ferita ( tento una interpretazione ) è nell'avere attribuito diritti a esseri presuntivamente artificiali ( è il solo contrario che trovo alla definizione di " naturale"), senza toccare o togliere alcun diritto alla tribù dei ProVita. La rabbia è che questi diritti  siano stati effettivamente attribuiti dal Parlamento italiano a gay, lesbiche e trans,  nonostante il parere difforme degli autori del manifesto gigante. Ma con questa ultima frase (" tutto il popolo" ) i ProVita mostrano di avere sostenuto , con molta spesa, sia la credenza della loro  setta, sia  la tolleranza della Costituzione. E forse il nostro lettore può rasserenarsi.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –11– giugno -2016 pag. 10

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