Il Fatto Quotidiano
MIGRANTI: NON BASTANO NEMMENO RELIGIONI E NOBEL

Caro Furio Colombo,

Ho ascoltato l'invito del ministro degli Esteri austriaco: deportare in un’isola lontana  i migranti pescati vivi, come hanno fatto, esemplarmente, secondo lui, gli australiani. Nazismo puro.

Vittoria

La prova del salvare il prossimo si sta rivelando più dura di ogni altra prova. Ha ragione il ministro austriaco ( 29 anni, interessante, no?)  a chiamare in causa gli australiani, ma solo come qualcuno che dica: "vedete? non sono il solo criminale in giro". Il comportamento australiano è ignobile ( deportare tutti  i migranti in isole lontane e senza rapporti col mondo ) così come è ignobile la proposta austriaca. Angela Merkel ha avvertito gli austriaci della pericolosa insensatezza del loro comportamento, ma la classe dirigente politica di quel Paese sembra  attanagliata dal mito della stessa destra che già una volta ha distrutto l'Europa.  Però, come ho detto, la prova è anche più dura, e i fatti anche più contraddittori del puro e semplice riferimento alla tipica ossessione della destra che vuole il controllo padronale della realtà. Un primo esempio desolante è il Dalai Lama, che ha tracciato una sua frontiera, un presunto limite oltre il quale non si può andare e dopo il quale  si deve respingere, un’idea  che è più vicina alla Fede in Salvini che alla moralità tibetana. Un secondo esempio, anche più desolante, dato il potere  politico ritrovato dopo tanta persecuzione e lunghissima detenzione, è quello del premio Nobel per la pace  Daw Aung San Suu  Kyi, diventata da poco presidente della Birmania-Myanmar. La Nobel  San Suu Kyi  deve affrontare  un grave problema nel suo paese : la persecuzione crudele e sistematica del popolo Royngha, oltre un milione di mussulmani. I birmani , autorità, militari,  religiose, burocrazia e gente comune, li vogliono espellere perché considerati " non birmani", nonostante l'insediamento nel Paese  da oltre due  secoli. Occorre ricordare con tristezza che la Nobel non solo non  ha fatto nulla, ma si è allineata.  con la persuasione xenofoba della parte peggiore ( e maggioritaria) del suo popolo, e soprattutto dei potenti monaci buddisti. I Royngha, espulsi a centinaia, poi a migliaia, poi a decine di migliaia, vagano ( con le loro donne, i loro bambini, i loro vecchi, i loro malati ) spinti e  abbandonati in mare perché nessun Paese dell'area li vuole  accogliere e nessun organo internazionale se ne è occupato. Non si conosce il numero delle vittime e non si è ascoltata alcuna voce di difesa. In un mondo  come questo, l'inutilmente giovane ministro degli Esteri viennese non è che uno dei tanti grigi conformisti del peggio.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –14– giugno -2016 pag. 10

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