Il Fatto Quotidiano
"CLANDESTINI, ROM, CENTRI SOCIALI E BALLOTTAGGIO"

Caro Furio Colombo,

Mi sembra che tutti i candidati al ballottaggio, in testa e in coda, abbiano lo stesso pensiero: caccia ai clandestini e distruzione dei campi nomadi. Con qualche variazione sui centri sociali. Qual'è lo stato delle cose?

Norma

….

E'  utile ricordare che da alcuni sappiamo le cose, da altri no.  Fassino, per esempio non vuole spazzare via i campi nomadi, vuole assegnare case regolari. La Meloni, che per fortuna non è più in corsa,  aveva avuto  questo titolo su "La Repubblica (17 maggio): "Clandestini e rom, tolleranza zero". Come si sa i "clandestini" sono una invenzione odiosa della Lega, che ne ha fatto una categoria giuridica che non può esistere in uno Stato democratico,  perché è un delitto dell'essere e non del fare, tipico dunque dei regimi autoritari. Non voglio dare una risposta politica, ma credo che anche Giachetti non abbia promessi lo smantellamento mmediato dei campi rom ( cioè accampamenti di fortuna di cittadini italiani ). Certo è che gran parte delle  promesse sono infondate,  inventate o disperate, perché i tre ultimi governi del Paese hanno realizzato tutti i tagli e risparmi  usando le città come salvadanaio da cui estrarre  risorse improvvisamente reperite ed esibite come straordinaria abilità di governo, per far fronte a situazioni impossibili ( soprattutto europee ).  Si pensi al danno recato alla città di Roma (la più grande in Europa ) da folli tagli alla spesa della salute,  creando immense liste di attesa anche per cure urgenti, e chiudendo  grandi ospedali storici  e dotat di attrezzature modernissime e di ottime equipe di personale sanitario,  il San Giacomo a Roma,  che ora è un immenso edificio vuoto, abbandonato a  topi e piccioni, esposto al deterioramento,  nel centro storico e turistico della Capitale.  Nessuno, a Roma, ne ha fatto cenno. I candidati del primo e del secondo turno elettorale hanno badato e stanno badando troppo poco alla questione della salute dei cittadini, contando sul fatto che si tratta ( o si trattava, prima che il governo ci mettesse direttamente le mani con nuovi tagli ) di materia regionale. Al loro posto me ne sarei occupato moltissimo, perché è il sindaco, e non il presidente di Regione, il responsabile, anche giuridico, della salute dei cittadini. Purtroppo non è accaduto, e quasi dovunque si assiste non a veri confronti politici ma a competizioni fra manager sul modo migliore di tenere i conti in ordine. Serve, ma continua a mancare una visione della città insieme ai cittadini. Parleremo ai cittadini, ti dicono. Ma dove, ma quando? 

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –15– giugno -2016 pag. 12

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