Il Fatto Quotidiano
SI DICE " ISLAM MODERATO" MA E' L' ECCEZIONE O LA REGOLA?

Caro Furio Colombo,

Perché secondo  lei,  quando si parla di Islam spesso si aggiunge l'aggettivo " moderato"? Vuol dire che esistono varianti della religione islamica, una normale, una moderata, una estremista?

Anna

La risposta la troviamo in tutte le grandi religioni. Un induista come il Mahatma Gandhi immaginava che nell'India liberata  e indipendente hindu, islamici, parsi e i credenti di ogni altra religione avrebbero armoniosamente vissuto insieme. E invece l'immediato conflitto fra le due maggiori religioni ( e la separazione  nei due Stati dell'India e del Pakistan ) è costata un milione di morti. Il cristianesimo ha punito  le sue variazioni di fede ( eresie, riforme e dissensi anche su isolati punti di dottrina) in modo violento e implacabile, usando  tribunali,   organizzando  persecuzioni, ma  con una diversità, notata dalla storia, fra estremismi crudeli e separazioni relativamente indolori. Questa lettera, che chiede notizie sull'Islamismo moderato, giunge al giornale mentre l'Italia, nei giorni di discussione  e votazione sulla legge sulle unioni civili, ha attraversato una tempesta di cristianesimo estremista persuasi,  senza imbarazzo,  che attribuire ad altri, nel caso i gay, dei diritti che devono spettare a tutti,  si provoca un rischio grave per le  famiglie e i  bambini  che vivono all'interno della sola religione e della  sola moralità  riconosciuta. Questa lettera giunge mentre l'America tenta di capire se il giovane assassino di Orlando era un estremista islamico o un estremista omofobo. Spesso, opportunamente , si citano le Crociate per ricordare l'estremismo simmetrico  Cristianesimo- Islam, attribuito dalla storia agli eserciti e al credo delle due grandi religioni contrapposte, in armi per la conquista o il controllo di luoghi ritenuti sacri per entrambi. Ma, altrettanto opportunamente, si ricorda la grande avventura spagnola, secoli di egemonia islamica che non sono mai stata occupazione o  persecuzione, ma un fiorire di tollerante civiltà. E allora è impossibile non ricordare la  violenza persecutoria della Regina Isabella, fervente cattolica, contro i sudditi ebrei dello stesso Paese, secoli dopo. Credo dunque che prima di tutto si debba dire che stiamo di nuovo vivendo un momento feroce della storia che sta alterando religione, politica, comportamenti individuali e di massa e che chiede di non essere interpretata secondo presunte identificazioni religiose. E' improbabile che  il califfato sia composto di fervidi ed estremi credenti, così come non erano fervidi cristiani gli invasori occidentali che avrebbero dovuto portare la democrazia e hanno portato distruzione e prigioni. Così come non è Donald Trump, a qualunque cristianesimo creda di appartenere. Dunque alla domanda sensata non si può che dare una risposta sensata: ogni religione può diventare un'arma mortale. Ma è sempre un trucco per coprire la mano del boia e farci credere che  sia la mano di Dio.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –16– giugno -2016 pag. 12

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