Il Fatto Quotidiano
STEPCHILD ADOPTION : LA LEGGE VIETA, I GIUDICI NO

Caro Furio Colombo,

Sempre più spesso leggiamo di giudici che decidono  adozioni di bambini in favore di coppie gay e sempre più denunce di illegalità degli oppositori che, come si, sono feroci. Condivido le decisioni dei giudici, ma si può fare?

Marcello

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La storia del mondo, in tutti i Paesi che gravitano sul sistema giuridico greco-romano, e giudaico-cristiano,  è colma di oscillazioni fra il potere del re o delle assemblee da un lato e il potere dei giudici dall'altro. Sono stati frequenti, a volte sanguinosi, i periodi in cui il potere dei giudici. è stato sospeso o spento. Ma anche nella Bibbia,  i giudici a volte diventano re e a volte si sottomettono. I periodi della vittoria dei re raccontano di personaggi forti e di momenti fermi della storia. Quando prevalgono i giudici, sconvolgono e cambiano il paesaggio sociale. Nella storia recente americana sono stati giudici e non il Congresso ( Il Parlamento ) o i presidenti a cambiare la storia. E' accaduto nel periodo della rivoluzione nonviolenta per i diritti civili. Sono tutte sentenze di giudici ( dal piccolo e coraggioso giudice locale alla Corte Suprema ) a cambiare i rapporti  fondamentali fra bianchi e neri, affrontando sempre non il principio generale ma il caso particolare  in esame e dunque spostando il dibattito dal principio al buon senso, in una zona dei rapporti umani e politici colma di giudizi ( o pregiudizi ) generali,  e vuota di risposta a un caso preciso: posso o no attraversare questo ponte, posso o no bere alla stessa fontanella? Il Congresso, con il suo carico di deputati e senatori incerti su quale  decisione sarebbe stata più conveniente dl punto di vista elettorale, è arrivato molto dopo. Persino i grandi presidenti hanno dato più segnali che leggi. Ma i giudici, caso per caso, in un Paese in cui una sentenza è giurisprudenza, hanno aperto da soli praticamente tutte  le porte. La stessa cosa sta accadendo ora  in Italia. La legge sugli embrioni, l'obiezione di coscienza  dei medici che, per ragioni di carriera, si dichiarano indisponibili per  la cura alle donne, la legge che vieta, per una coppia dello stesso sesso, l’adozione del bambino naturale di uno dei due, o la procreazione con madre surrogata, di un figlio da condividere, costringono giudici chiamati in. causa a esaminare questioni dettate da variabili maggioranze politiche  contro alcune categorie di cittadini per puro pregiudizio o dichiarata ostilità. Ed è sempre più frequente, come nel caso dei diritti civili americani,  che le sentenze correggano l'errore vistoso e deliberato della legge che c'è oppure anticipino il principio di buon senso della legge che c'è.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –28– giugno -2016 pag. 10

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