Il Fatto Quotidiano
ISTANBUL CI DICE CHE VINCE IL TERRORISMO

Caro Furio Colombo,

A quanto si ascolta e si legge, Istanbul  era l'aeroporto più protetto del mondo. Eppure hanno potuto attaccare, sterminare, bloccare. Vuol dire che non finirà mai.

Antonio

Sembra un po'  fuori posto e un po' propagandistico  non associarsi alla disperazione della tragedia infinita, dopo questa prova non solo di nuovo terrorismo, ma di raffinata abilità di tempi e di modi che in Francia e Belgio non c'erano stati. Tuttavia non dimentichiamo che, nonostante gli inganni propagandistici del califfato, della sua bravura di raggiungere i nostri media, e dell'interesse di tutti gli xenofobi del mondo ( sono tanti e intercontinentali ) a far divampare sempre di più la paura, non si tratta di una guerra, con il suo fronte, i suoi cedimenti, le sue strategie, le sue ritirate, la promessa di possenti offensive.Si tratta di una serie di spaccature del mondo  nessuna delle quali è irrisolvibile ( " ogni problema umano può essere risolto dagli umani", aveva detto Kennedy) ma ognuna delle quali, in questo strano momento sfortunato, viene affrontata   o ignorata o declassata o esaltata dal punto di vista sbagliato. Pensiamo all'energia,alle risorse, alle forze, alle alleanze sprecate, alle iniziative mancate, che sono state drenate, in un Paese chiave come la Turchia, nella lotta contro i Curdi . Mentre scrivo non è neppure possibile  dire con certezza se attentato  di Istanbul   sia davvero Isis. Pesano due variabili su quell'operazione militare distruttiva  e ben fatta: una è che si tratti della continua e violentissima  lotta interna tra i due popoli. Basti  pensare che, in piena guerra siriana, gli aerei turchi,cioè di un Paese membro  della Nato, si alzavano in. volo con  americani, inglesi e francesi per partecipare  alle operazioni aeree concordate contro Assad. Ma al momento  di colpire, il loro obiettivo erano villaggi e città curde, L'altro è   che tutto sia avvenuto perché ,lo stesso giorno dell'attentato, la Turchia aveva firmato un importante patto con Israele, che per Israele significa più sicurezza e più difesa e può portare danno ai tanti nemici di Israele,  nei tanti frammenti del mondo arabo. Contestualmente, la Turchia  ha ristabilito un accordo con la Russia. Conta? Per chi? Tenete presente che i nemici di Assad sono nemici dei Russi e viceversa. Come si vede si incrociano  fili che hanno sempre reso più o meno tragiche le sorti del mondo. Uno è che il terrorismo c'è sempre se c'è spazio vuoto per agire. L'altro è che lo spazio vuoto è creato dall'assenza di politica, visione, strategia e decisioni almeno in parte coordinate e uniformi. I leader dovrebbero essere i  Paesi che hanno ancora istituzioni, potenza e strumenti per stabilire e garantire, direttamente o attraverso  istituzioni internazionali, un minimo di ordine. C'è un punto in cui tutto comincia: la ottusa e diffusa incapacità di far fronte al problema della migrazione di massa, che non è da discutere nei convegni ma da affrontare  in mare e nei porti e nei centri di accoglienza che non ci sono e fra governi che non siano diventati ciechi. Più avremo frontiere chiuse e più il terrorismo sarà libero di agire.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –30– giugno -2016 pag. 10

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