Il Fatto Quotidiano
LA CLASSE DIRIGENTE NON C'E' E FORSE NON CI SARA' PIU'

Caro Furio Colombo,

Tutti i discorsi negativi  ( molti, purtroppo fondati ) che si ascoltano sull'Europa in realtà riguardano la penuria di persone adeguate al compito. Da tutte le posizioni visibili dell'Unione Europea si affacciano persone di una modestia impressionante. Poi penso che il resto del mondo, a cominciare dall'America( e con l'eccezione di Obama) non è molto meglio.

Flavio

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Ciò che sta accadendo è un curioso e strano animale che si morde la coda e che solo Andrea Pazienza avrebbe potuto disegnare. Accade questo. Un numero così alto di persone sono entrate in politica da stupidi o da ladri, da far  pensare che tutti lo siano. A questo punto la ricerca di nuovo personale politico ha puntato su livelli più bassi, poi ancora più bassi. Ed eccoci al punto. E' molto difficile che una persona integra e di buone qualità umane e professionali decida oggi di candidarsi o di lasciarsi candidare. I Cinque Stelle  sono entrati come rimedio, ma poichè devono  convivere con il sistema precedente, devono continuare, con tenacia terapeutica, a screditarlo del tutto. Perciò il problema della indesiderabile e inaccettabile partecipazione alla politica si allarga. Sempre meno gente di valore vorrà accostarsi, anche perchè pochi hanno la vocazione infermieristica dei Cinque Stelle  ( tanto più che la loro cura è sulla istituzione, non sulla persona che se ne occupa al momento, e che è sempre da cacciare ) e anche perché il buon funzionamento di questo nuovo gruppo dipende da regole interne che non si conoscono . Immaginiamo per un momento che esista in giro  un  tipo come  Umberto Eco o Paolo Prodi da giovani. Non solo non si accosterebbero alla vita politica attiva, oggi, ma farebbero in modo da scrivere sempre d'altro, in modo da non attrarre attenzione. E così la politica è diventata Johnson d'Inghilterra o Trump degli USA, e l'idea che se Renzi perde la sua imprudente scommessa non sai bene chi può sostituirlo, è una allarmante rivelazione del momento che stiamo vivendo. Brexit, comunque, ha insegnato molto, e ciò che ha insegnato fa paura. Un Paese nel quale si va in politica da buone  scuole e con una buona legge elettorale, di fronte a un'emergenza politica ( non militare, non di minaccia esterna, non di invasione ) ci ha offerto l'immagine di una folla politica sperduta e disorientata, niente affatto pronta a un evento che aveva voluto e organizzato. Se questa è l'Inghilterra, l'Europa non può essere meglio. E dato il pessimo sistema di reclutamento politico ( la legge elettorale che abbiamo e quella che avremo )  l'Italia, al momento, promette ancora di meno, trappole e cattiverie di tutti  contro tutti, in tutte le direzioni. Ma niente di nuovo. Controprova: provate a immaginare  e descrivere lo scenario opposto.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –luglio–05 -2016 pag. 10

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