Il Fatto Quotidiano
BANGLADESH. I TERRORISTI DI BUONA FAMIGLIA

Caro Furio Colombo,

Non capisco perchè si sia insistito così tanto sul presunto livello sociale dei terroristi di Dacca. Forse i militanti delle Brigate rosse erano poveri emarginati?

Michela

Forse soltanto il Papa, in un contesto più grande di contrapposizioni non fra civiltà ma fra bisogni, ha evocato la povertà come molla che fa scattare l'arruolamento  nel terrorismo. E sono stati un po' ridicoli i vari commentatori di destra a  impegnarsi nell'insulto a una presunta sinistra che non si vede da nessuna parte e che sarebbe colpevole di dare ai mali del mondo e non all'islamismo la colpa di tutto. Il fatto è che il fenomeno del terrorismo è il più diffuso eppure il meno studiato dei mali del mondo. Così come non esiste una teoria psichiatrica degli assassini seriali ( c'è stato un celebre caso negli Stati Uniti, di un giovane bello, ricco, fortunato con le donne, che ha segnato la storia del crimine americano con il più alto numero di vittime e di modalità disumane ) non esiste un percorso psico- politico per l'identificazione di un male con il quale conviviamo da lungo tempo ( parlo del terrorismo internazionale e sistematico ) e per il quale ci accontentiamo di intervalli di assenza. Qualcuno ricorda gli squadroni fascisti  della morte argentini, cileni, brasiliani, e le spaventose  variazioni del male che erano capace di fare, compreso il furto di neonati dal ventre delle madri, uccise subito? Qualcuno ricorda i Tupamaros, ribelli comunisti della Ande, che organizzavano feste e mandavano bambine vestite da prima comunione a ricevere le autorità con mazzetti di fiori esplosivi che eliminavano la bambina e la folla? Si è sempre saputo, dalle inchieste postume, dal racconto degli ex, dalla rivelazione di vittime scampate, che in tutti quei gruppi ( come nel terrorismo italiano degli anni si piombo,) si trovavano dannati di ventura e portatori di buone lauree, professori già affermati e studenti mille volte fuori corso, e raramente, molto raramente veri poveri. Dunque non presterei  una grande attenzione a questa rivelazione che sembra avere stordito molti come un fatto senza precedenti, mentre si tratta di una rivelazione banale. Piuttosto mi domanderei il perchè di tanta  insistenza del governo bengalese per  quella dichiarazione. Non è innaturale, nei tempi in cui i governi mentono più del solito, domandarsi: perchè non solo lo hanno detto e vi hanno insistito tanto. A quale diverso pericolo interno a a quale regola da non violare stavano pensando?  Fa luce, e aumenta il sospetto, una frase frivola del ministro dell'Interno di un Paese povero e disastrato: "Quesi giovani sono diventati terroristi perchè è di moda". Notate la frase. Ci sono poche verità nelle dichiarazioni del governo del Bangladesh, che purtroppo ci riguardano da vicino. Ma una almeno e utile. Non perdono la testa a spiegarci che si tratta di uno scontro di civiltà. Conoscono i loro balordi. E conoscono   i limiti delle cose che possono e devono dire.  Se ci fosse davvero una intelligence internazionale colta e informata, l'inchiesta che non c'è dovrebbe  cominciare di qui.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –07– luglio -2016 pag. 10

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