Il Fatto Quotidiano
L'ITALIA NON E'UN PAESE RAZZISTA SIAMO TUTTI D'ACCORDO?

Caro Furio Colombo,

Qualunque cosa accada, finisce sempre così: non siamo un Paese razzista. Lei ci crede?

Giacomo

Il razzismo italiano è artificiale ma non meno pericoloso e doloroso e umiliante. Nonostante l'orrore delle nostre tetre esperienze coloniali, l' Italia non sembra avere assorbito dai suoi vicini europei il grado di impermeabilità o ostilità agli stranieri che è abbastanza diffuso, anche se il più delle volte latente, nel Continente, dentro e fuori dall'Unione. La repulsione patologica verso lo straniero dei Paesi dell'Est europeo, purtroppo membri dell'Unione, come Polonia e Ungheria, non è mai stato tipico di un Paese tutto coste e niente frontiere, come l'Italia dei secoli. Esistono due impronte perverse, che hanno segnato l'Italia  dal punto di vista della tolleranza: una della chiesa  cattolica, che ha inventato i ghetti e le segregazioni  contro gli ebrei in quanto non cristiani, e che sono poi sboccate nelle leggi fasciste-razziste dell'altro secolo. E un nucleo piccolo ma ostinato di credo nella presunta superiorità della razza bianca, che è stato prima una componente psicologica, prima ancora che ideologica del fascismo, e poi si è incanalato nella Lega Nord. La storia della Lega Nord, nato come movimento secessionista  interno che ha subito indirizzato il suo odio  agli italiani non settentrionali , ha trovato due appoggi inaspettati. Il primo è stato la potente spinta di Forza Italia, neopartito politico spregiudicato e senza scrupoli, disposto a tutto per fare maggioranza. Il secondo è stato il disorientamento di quella parte degli italiani che si è trovata di colpo a contatto con gli immigrati, senza alcuna mediazione  o intervento delle autorità locali o statali del Paese. E La Lega, che ha smesso di pretendere una secessione che non ha mai voluto, e che era stata una mascherata per sopravvivere, ha trovato qui il suo territorio: ha letteralmente e accuratamente creato, quasi dal nulla, la coltivazione di un razzismo di serra, nato non dalla strada ma dai media,  sempre molto ospitali, per convenienza di  audience e ragioni politiche ( la forte influenza berlusconiana, favorevole comunque  ai nuovi soci, al punto di affidare loro posizioni chiave come il ministero dell'Interno ). A mano a mano che la Lega conquistava, con i voti e i soldi di Berlusconi, nuovi  sindaci per Comuni che diventavano leghisti,  quei sindaci provvedevano a riversare  quote di odio nelle loro città e cittadine, dalle scuole elementari ai trasporti al welfare, umiliando i bambini extracomunitari, che venivano privati del pasto di mezzogiorno, in un mondo inventato in cui l'Italia, e non più il  Veneto o Ponte di Legno, sono adesso " la Patria". Lo scopo era (è) di tormentare le famiglie se hanno  trovato   casa,disturbare e umiliare  gli adulti che vanno e o tornano  dal lavoro, per creare uno stato di separazione e un senso  di antagonismo  con cui i media hanno fatto costante spettacolo, quasi sempre dal punto di vista xenophobo dei leghisti e del loro leader Salvini. Nasce   a livello alto ( Calderoli,  vice presidente del senato ) la definizione di "scimmia " per una ministra nera. Si diffondono  dati, cifre, notizie che non hanno alcun rapporto con la realtà,  ma non vengono mai negati o rettificati, nel silenzio dei prefetti, e incitano al grido: tutto per loro ( i profughi), niente per gli italiani!". Un lavoro capillare e continuo ha dilatato in misura imprevedibile il razzismo in Italia. Se ne volete una prova notate la cautela con cui si parla e si commenta l'atto omicida di quel Mancini di Pesaro che ha ucciso un giovane  nigeriano, dopo avere chiamato " scimmia" la sua ragazza. L'Italia non è un Paese garantista e ed è di solito implacabile contro un assassino. Mai vista tanta cautela e ricerca di ragioni di spiegazioni e di scuse per il balordo italiano che ha ucciso un ragazzo nero dopo averlo insultato. Si è scritto persino, forse davanti al morto, che "il pugno, però, non era così forte".  Non si può dire che il lavoro della Lega sia andato sprecato.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –15– luglio -2016 pag. 16

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