Il Fatto Quotidiano
E ADESSO, CHE COSA CI RESTA DEI GIORNALI?

Caro Furio Colombo,

Giorni fa, in un convegno a  cui ha partecipato anche Padellaro, è stato affrontata la crisi del mondo editoriale cartaceo. Secondo lei quali sono le cause del declino? Si potrà costruire  un argine o il fiume del cambiamenti è troppo forte per essere fermato da una diga?

Giulio

Credo che l'inarrestabile fiume di cui lei parla sia la comunicazione ( e dunque il diffondersi di un nuovo tipo di giornalismo) in rete, facile, immediato, diverso, non contenibile. Avrà notato che non ho detto migliore, perchè non è e non può essere il punto. La famosa frase di Mc Luhan ci ha detto che " the medium is the message" ma non ci ha detto ( e non poteva ) che il medium  migliora o peggiora il messaggio. In carta o in rete, io continuo a credere che i problemi della giornalismo come forma di contatto sociale e di comunicazione della notizia siano la vicinanza ( contiguità) con il potere, l'inquinamento di interessi particolari e peso di una particolare fede o credenza capace di dare uno  speciale ordine o gerarchia ai fatti o argomenti che compongono il messaggio. In altre parole non mi pongo il problema se riusciremo a conservare il giornalismo cartaceo ( per ragioni generazionali spero di si, o almeno un po'  più a lungo), ma se riusciremo  a conservare  una forma di comunicazione dei fatti che non sia un editto, non sia una  prescrizione e non sia una fede. Spiego perchè questi sono i tre pericoli che corriamo, qualunque sia il percorso della notizia. Il primo caso è antico: il potere intercetta la notizia e la cambia a sua immagine e somiglianza. Questa interferenza tra  fatto e celebrazione ( o negazione ) è nata prima del giornalismo, continua in pieno ai nostri giorni al punto  che ci sono capi di governo che si scrivono i propri editoriali. e direttori che agiscono come ambasciatori. Se si pensa alla rete come a una liberazione, ci si illude. Il potere non sarebbe potere se non sapesse dove e come interferire con la comunicazione. Continuerà. E  continuerà l'impegno, la lotta e il rischio di chi si oppone. La notizia come prescrizione può avvenire in tanti modi. O perchè ti persuado che solo in un modo si può fare la cosa giusta e ti incarico  di screditare ogni altro modo ( vedi il sistema di vita detto "vegano") o perchè ti suggerisco ( la rete è seducente ) in che modo organizzare una cosa ( la vita, i rapporti inter-personali, la politica,  le scelte della politica ). Ho detto che il terzo problema è la fede, e che lo sia davvero ce lo dimostra sia la nuova religione anti- migranti, che falsa e distorce sistematicamente tutti i dati di ciò che accade nello spostamento di persone nel mondo, sia il durissimo antagonismo  verso i diversi e, per esempio, la spietata opposizione, colma di  informazioni  alterate, sulla " stepchild adoption" ( adozione del figlio dell'altro coniuge in una coppia dello stesso sesso). Credo di avere riassunto i tre peggiori pericoli del giornalismo. Il resto( che sia in rete o in edicola) conta poco. Io preferisco l'edicola.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –16– luglio -2016 pag. 12

--------------------------------------------

Furio Colombo - Il Fatto Quotidiano

00193 Roma, via Valadier n. 42

lettere@ilfattoquotidiano.it

 

 
Cookie Policy