Il Fatto Quotidiano
E ADESSO ERDOGAN E' PIU' FORTE O PIU' DEBOLE?

Caro Furio Colombo,

Se Erdogan ha organizzato il golpe da solo, non ha fatto un grande favore  a se stesso. Non da fiducia, non è credibile e ha rotto i suoi ponti.

Valeria

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Ogni  giorno che passa ci mostra una Turchia malamente ferita, e benchè si continui a non sapere chi ha inferto il primo colpo, restano le conseguenze, che sono gravi. Ma sono due scenari diversi. Nel primo si vede una messa in scena che, comunque si interpreti e indipendentemente da chi l'ha voluto, appare ambigua e oscura. Se organizzata contro, riesce difficile immaginare chi possa essere così incredibilmente incapace. Se organizzata in cerca di un più esteso spazio di repressione, rimane il problema di capire come si possa disegnare così male il proprio  destino. Nel secondo scenario, Erdogan  ha perso tutto il peso del più potente leader di quella parte del mondo e  sembra intento a sbarazzarsi di una forza militare tra le più potenti  e bene organizzate. Adesso chiunque diriga, con o sotto Erdogan, il Paese, diffonde un immagine  di  diffidenza e disagio. Allontana  quel Paese da tutti i suoi naturali alleati. Facile immaginare che, al momento, l'interesse immediato di questa Turchia sia di rendere peggiori e più pericolose tutte le situazioni che dipendono ( anche ) dalla Turchia. Un Paese della Nato diventato estraneo, indecifrabile e violento ( dentro i suoi confini e contro i suoi cittadini ) in modo patologico, è un peso da  cui la Nato dovrà scostarsi. Lo stridente e aggressivo comportamento verso gli Stati Uniti ha, come tutto il resto della politica turca in questo momento, un tratto patologico che non potrà continuare a cadere nel vuoto, e provocherà una risposta. Legare, come fa Erdogan, i destini del mondo ( pace, guerra, lotta al terrorismo e repressione ) in odio a  a un predicatore turco quasi ignoto al mondo, ex amico e ora accanito nemico del sultano,  che vive negli Stati Uniti, vuol dire giocare un gioco misero,  se non fosse mortale. La Turchia di Erdogan sta recando un grave danno a se stessa e, dato il suo peso, al mondo a cui appartiene  o apparteneva. E sta sfidando la capacità di sopportazione e di capacità di capire di una parte che diventerà molto grande del suo popolo. Queste brutte sequenze a cui abbiamo assistito non sono che il primo capitolo di una storia per ora impossibile  da immaginare. Ma sicuramente tragica.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –26– luglio -2016 pag. 12

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