Il Fatto Quotidiano
ISLAMICI D'ITALIA, TUTTI IN PIAZZA PER LA LEGA

Caro Furio Colombo,

Fatti atroci si susseguono,  dall'eccidio di massa di Nizza allo sgozzamento solitario di Rouen, e nessuno, fra la massa di islamici che vive in Italia e vuole essere tratta alla pari, dice una sola parola. Come si fa a credere che non siamo d'accordo con gli assassini?

Fiorenza

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Si tratta di una esortazione finta e di un elementare esercizio di retorica politica: dici una cosa per dirle un'altra. Ovvero fingi di augurarti che gli immigrati islamici si presentino compatti per dire che detestano Isis e sono al nostro fianco. Ma stai preannunciando  che non lo hanno mai fatto e non lo faranno mai,  non perchè abbiano paura ma perchè, più o meno, tutti questi nuovi venuti che si stanno godendo la bella vita in Italia, in realtà covano il progetto di  ucciderci. Se però proviamo a tentare di rispondere alla domanda ( che torna in ogni editoriale dopo delitto o strage di tutti i giornali xenophobi d'Italia ) come se fosse vera, allora si dovrà rispondere che gli islamici non si muovono ( salvo corone di fiori e preghiere che tutti ignorano ) perchè, in quanto credenti della religione musulmana, non sono riconosciuti da nessuno. Lo Stato finge che non esistano le moschee. Oppure vengono proibite  o nascono da iniziative spontanee nei garage e in locali abbandonati o vengono indicate subito come centri di formazione dei terroristi. Ricorderete quando, in tempi che  precedono di molto il califfato e le sue malefatte, c'era qualcuno che si preoccupava di versare orina di maiale sui  terreni che un Comune aveva messo a disposizione di questi nuovi abitanti dell'Italia per costruire una moschea. Ci sono, in Italia, decine di religioni riconosciute, ma non l'islamica, e non esiste un solo leader che possa parlare o diventare interlocutore a nome di tanti. Non esiste perchè rischia, nel Paese in cui le cose non hanno bisogno di essere vere per essere credute, di  essere immediatamente indicato come capo fila di bande pericolose. Abbiamo tutti letto la notizia dell'espulsione di un Iman che è stato giudicato troppo pericoloso. La notizia è pubblica, come è giusto in democrazia. Ma non la ragione, e la cosa non è solo ingiusta e priva di senso ma anche intimidatoria. Nessuno si farà avanti per dire qualcosa dell'Islam nel mondo in cui i suoi giudici ( da Salvini in la ) hanno diritto  di giudicare senza contraddittorio. Il problema è grande, per fortuna non conflittuale., in Italia. Ma il governo è totalmente afono e privo di iniziativa. C'è ( per fortuna ) il Papa ( solo il Papa ) a parlarne con umanità e intelligenza.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –29– luglio -2016 pag. 16

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